Gnabry, meglio tardi che mai: doveva andare al Bayern a 10 anni ma il padre disse no…

Gnabry, meglio tardi che mai: doveva andare al Bayern a 10 anni ma il padre disse no…

L’esterno protagonista assoluto del match contro il Lione.

di Redazione Il Posticipo

I sogni a volte si realizzano. Basta crederci. Gnabry ha trascinato il Bayern in finale… con qualche anno di ritardo sulla tabella di marcia. A 10 anni il Bayern Monaco aveva già messo gli occhi su di lui, ma non se ne fece nulla.

NEIN – Goal.com ricostruisce la sua storia: quella di un bambino di madre tedesca e papà ivoriano innamorato della maglia del Bayern Monaco. Con il pallone, quel ragazzino, ci sapeva fare eccome. Lo notano subito, gli scout dei bavaresi, del resto era abbastanza complicato lasciarsi sfuggire un talento così. Il padre, però, si oppone, Serge ha 10 anni e a quella età è troppo giovane per lasciare la famiglia. Troppe incognite. Grazie, se ne riparlerà. Non un “no” definitivo, ma parziale.

INGHILTERRA – Il piccolo cresce. E anche il talento lo accompagna. A sedici anni sì, può tentare l’avventura. Oltremanica, Londra. Precisamente North London. Arsenal. Allenamenti con Wenger e Mertesacker. Perfetti per migliorare. Con la maglia dei gunners colleziona poche presenze. Va in prestito al West Browich. Nel 2015 le promesse sembrano già non mantenute. Pochi minuti e altrettanta considerazione. Pulis lo demolisce. “Non è in grado di giocare”. Beh, si sbagliava.

RIO – La svolta della carriera è vicinissima: appuntamento a Rio de Janeiro, per le Olimpiadi. La Germania perde con il Brasile che si prende una piccola rivincita di due anni prima, ma Gnabry incanta. Sei gol e titolo di capocannoniere. Wenger crede ancora in lui. Il Werder Brema di più. In realtà lo stava comprando il Bayern, dove arriverà sei mesi dopo. Il resto, è storia. E il futuro è ancora tutto da scrivere. A partire dalla finale.

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