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Glasgow, momenti di follia nella festa dei Rangers: 28 arresti e il Primo Ministro chiede al club di invitare i tifosi a stare a casa

(Photo by Ian MacNicol/Getty Images)

Dopo nove stagioni di dominio del Celtic, la Premiership è di nuovo blu, colore dei Rangers di Steven Gerrard. Ma i festeggiamenti creano un caso nazionale. I tifosi sono scesi in piazza tra canzoni, fumogeni e sfottò ai cugini. Tutto bellissimo...

Redazione Il Posticipo

Vincere il titolo dopo essere finiti ai margini del professionismo a causa di un fallimento è di certo una gioia indicibile. Figurarsi farlo evitando che i rivali di sempre mettano a segno il decimo trionfo consecutivo in campionato, un qualcosa che in Scozia non è mai riuscito a nessuno. Dopo nove stagioni di dominio del Celtic, la Premiership è di nuovo blu, colore dei Rangers di Steven Gerrard, che hanno vinto un torneo che praticamente non ha mai avuto storia. I bianconverdi di Lennon, che si è dimesso qualche settimana fa, non hanno saputo opporre resistenza all'ex centrocampista del Liverpool e ai suoi, che hanno potuto così festeggiare con largo anticipo il titolo numero 55. Ma non tutto è andato bene...

PANDEMIA - Sono proprio i festeggiamenti a creare un caso nazionale. Come era abbastanza prevedibile, soprattutto in una città calcisticamente e culturalmente divisa come Glasgow, i tifosi dei Rangers sono scesi in piazza tra canzoni, fumogeni e sfottò ai cugini del Celtic. Tutto bellissimo e molto tradizionale, se non fosse avvenuto in piena pandemia. Le scene dei supporter dei Rangers, assembrati senza mascherine nella centralissima George Square, hanno fatto il giro del mondo ma soprattutto hanno fatto infuriare le autorità. Una situazione che costretto il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon a chiedere attraverso i canali social ai Rangers di intimare ai tifosi di tornare a casa, anche in nome dei sacrifici fatti da tutta quanta la popolazione, tra lockdown e chiusure forzate delle attività, per contrastare la pandemia.

 (Photo by Christopher Furlong/Getty Images)

RABBIA - "Capisco la rabbia della gente. Tutti quanti hanno fatto sacrifici nell'ultimo anno e vedere una minoranza mettere a rischio tutti i progressi fatti è vergognoso e fa arrabbiare. È totalmente sbagliato nei confronti dell'intero paese e delle forze dell'ordine, che stanno già facendo un lavoro abbastanza complicato.Vorrei che i Rangers chiedessero ai tifosi di andare a casa". La festa, attesa da dieci anni, è però proseguita e, come spiega il Sun, è terminata con 28 arresti da parte della polizia cittadina. I capi di accusa variano dall'ubriachezza molesta, all'accensione di materiale pirotecnico fino, neanche a dirlo, al mancato rispetto delle normative anti-Covid. E se il campionato è finito, le polemiche di certo no.

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