Giovanni Simeone: “Preferirei giocare a rischio zero. Sogno la nazionale e di essere allenato da papà…”

L’attaccante del Cagliari, ha analizzato il possibile ritorno del calcio in Italia dopo la lunga interruzione dovuta alla pandemia.

di Redazione Il Posticipo

Giovanni Simeone non vuole correre rischi. L’attaccante del Cagliari  ha analizzato il possibile ritorno del calcio in Italia dopo la lunga interruzione dovuta alla pandemia, in una intervista concessa a ESPN.

RIPRESA – Il figlio maggiore di Diego Simeone non vorrebbe correre rischi. “Il campionato dovrebbe iniziare quando il rischio di contagio è pari a zero. Capisco che l’intero paese sta perdendo denaro, ma la cosa più importante è la salute. Ci stiamo mettendo a rischio. Dobbiamo viaggiare, salire su un aereo, andare in un hotel con persone che potresti non conoscere. La paura è lì. La situazione è molto difficile “.

ITALIA – Cagliari è già la sua terza tappa italiana, un paese che conosceva bene. “Ho scelto Cagliari perché ero in cerca di continuità. I primi mesi sono stati molto buoni, abbiamo raggiunto risultati incredibili.Sin da piccolo ho sempre sognato di giocare in Italia. Ho trascorso più tempo a Roma e Milano che in qualsiasi altro posto. Adattarmi non è stato complicato. Qui si mangia e si vive bene. A Genova mi ha aiutato ad avere tanti colleghi sudamericani, ma a quel tempo, Nico Burdisso era come un padre per me. Ero lontano dalla mia famiglia, ho vissuto da solo. Mi ha dato una mano, mi ha portato ovunque, abbiamo fatto dei barbecue a casa sua. È stato un elemento  molto importante nella mia carriera e lo è ancora. Gli devo moltissimo”.

FUTURO – Il tempo gioca ancora dalla sua parte. E ce n’è anche per pensare alla nazionale e per essere allenato da suo padre. “Ho debuttato con un gol, è stato un inizio fantastico. Penso che potrò avere un’altra possibilità, ma dovrò conquistarmela. In ogni partita che gioco, penso alla Nazionale. Speriamo che mi chiamino di nuovo. Mio padre mi ha detto che quando sei un giocatore della squadra nazionale, lo sei quando bevi mangi o quando fai il bagno. Quella maglia va adorata. Lui è il miglior allenatore del mondo e in una delle migliori squadre del mondo. Tutti vorrebbero essere lì…”

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