Juventus, testa e…portafoglio a Madrid?

Marotta è già con la testa a Madrid. Non solo al Real, ma anche sulla sponda Colchoneros dove, al netto delle voci su Dybala, prende corpo la trattativa per Gimenez…

di Redazione Il Posticipo

La sfida con il Real Madrid è alle porte, ma la Juventus e la capitale spagnola sembrano legati anche da altri interessi. Soprattutto di mercato. Al netto delle voci su Asensio, improbabili, il focus delle trattative bianconere sarebbe sempre a Madrid, ma sull’altra sponda del Manzanarre. Juve e Atletico si parlano, ma non per Dybala. Starebbe tornando di moda Josè Gimenez.

Altro che Asensio…Jose Gimenez

L’obiettivo neanche troppo nascosto del direttore sportivo bianconero è Josè Gimenez, classe 1995, oggetto del desiderio di mezza Europa. Caratteristiche fisiche e tecniche importanti, una grande esperienza internazionale. Nonostante la giovane età ha già un prezzo esorbitante. Ovvero 65 milioni di euro, l’esatto valore della clausola rescissoria del contratto che lega l’uruguaiano ai Colchoneros fino al giugno del 2020. La trattativa non è facile, ma neanche impossibile, specialmente se il percorso dell’Atletico in Europa tornasse a ridimensionarsi. Con ogni probabilità i Colchoneros torneranno a vincere in Europa, alzando al cielo la EL, ma il fascino della Champions e l’idea di giocare in una squadra che centra due finali in tre anni e che, quando proprio va tutto storto si ferma ai quarti di finale, non è da sottovalutare.

Gimenez, garra da esportazione

Gimenez è la quintessenza del “cholismo” applicato al calcio. Il centrale sudamericano rappresenta l’incarnazione del verbo di Simeone. Gimenez è l’esempio vivente del paradigma fondamentale del tecnico argentino: se un giocatore ha totale fiducia nei propri mezzi e altrettanta ne ripone nei compagni e nel modulo dell’allenatore, ogni divario tecnico può essere colmato. Ecco, appunto. L’uruguaiano non brilla nei fondamentali ma ha una determinazione quasi feroce nell’approccio al match. “Garra” a quintali, che gli permette di gettare il cuore oltre l’ostacolo e andarsi a prendere palloni su palloni. Vive la partita come un soldato in missione: affronta l’avversario senza esitazione e paura, lascia il piede nei contrasti, si fa sentire con il corpo e usa il fisico per l’anticipo. Unico obiettivo: sovrastare, anticipare e, se necessario, utilizzare anche la forza sino a immolarsi per la causa. Il difensore, insomma, che tutti vorrebbero. Per certi versi, potrebbe raccogliere l’eredità di Chiellini. In un secondo tempo. Immaginarli insieme, magari in un trio con Benatia, significa chiudere l’area di rigore e buttare la chiave, trasformando il muro bianconero in un bunker pressochè inespugnabile.

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