Giggs racconta…il suo CR7: “Può giocare fino a quarant’anni, ma deve essere nel club giusto. Quando l’ho visto a inizio carriera…”

Giggs racconta…il suo CR7: “Può giocare fino a quarant’anni, ma deve essere nel club giusto. Quando l’ho visto a inizio carriera…”

Se qualcuno può sostenere di conoscere bene Cristiano Ronaldo, di certo Ryan Giggs fa parte della lista. Il gallese e il portoghese hanno scritto assieme pagine indimenticabili nella storia del Manchester United. E l’attuale selezionatore del Galles ha detto la sua riguardo il futuro del cinque volte Pallone d’Oro.

di Redazione Il Posticipo

Sei anni assieme, con la maglia del Manchester United. Se qualcuno può sostenere di conoscere bene Cristiano Ronaldo, di certo Ryan Giggs fa parte della lista. Il gallese e il portoghese hanno scritto assieme pagine indimenticabili nella storia dei Red Devils tra il 2003 e il 2009, sollevando assieme la Champions League al cielo di Mosca nella stagione 2007/08. E l’attuale selezionatore del Galles ha detto la sua riguardo il futuro del cinque volte Pallone d’Oro, che ha appena superato quota 100 reti in nazionale con la doppietta alla Svezia e non sembra per nulla intenzionato a fermarsi. Le parole di Giggs, rilasciate all’agenzia di stampa PA, sono molto chiare.

PROFESSIONISTA – “Può giocare fino a quarant’anni. Dovrà essere nel club giusto ovviamente, io ero in un top club e sono riuscito a giocare fino a quell’età. E non ho problemi a immaginare in campo fino a quarant’anni anche Cristiano. È uno che cura il proprio corpo, mangia bene, si riposa e vive per il calcio. Ed è il miglior professionista con cui io abbia mai lavorato”. Detto da chi ha avuto una carriera lunga quasi 25 anni, vincendo praticamente tutto quello che si può vincere e soprattutto giocando a fianco di campionissimi che hanno segnato la storia del calcio mondiale, un complimento non da poco.

STUDIARE – Ma persino Giggs non avrebbe mai detto che lo juventino sarebbe diventato un bomber implacabile. “L’ho visto all’inizio della sua carriera e non era possibile prevedere che avrebbe segnato così tanti gol. Era un talento, uno di quei giocatori brillanti che sanno emozionarti. Ma soprattutto era uno studente del calcio, uno che come me cercava sempre di fare di più. Era in palestra di continuo e nella sua testa sapeva già quanto poteva diventare forte. Ha segnato 40 gol in una stagione e da quel momento tutto quello che ha fatto è stato straordinario”. E, nonostante gli anni passino, continua ad esserlo…

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