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Giappone, Nagatomo e lo spirito Samurai: “In campo senza paura, averne pregiudica la tecnica del combattente”

Giappone, Nagatomo e lo spirito Samurai: “In campo senza paura, averne pregiudica la tecnica del combattente” - immagine 1
Una vecchia conoscenza del calcio italiano sposa una precisa filosofia.

Redazione Il Posticipo

Il Giappone ha l'appuntamento con la storia. E Nagatomo, in conferenza stampa, vive le ore che separano la nazionale asiatica dalla possibilità di accedere ai quarti di finale ispirandosi alla filosofia samurai. L'ex difensore, al suo ultimo mondiale, sogna l'impresa con la Croazia. E la ritiene possibile a determinate condizioni.

COMBATTERE

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Nagatomo incarna lo spirito Samurai. Determinazione, disciplina, costanza. E ritiene che queste doti siano comune a tutta la squadra. "Prima di scendere in campo contro la Germania, ci siamo detti di avere coraggio. Ci paragonano a dei samurai, spesso li cito anche io perché si tratta di combattenti che cercano di migliorare costantemente la loro tecnica. E avere paura prima di andare al combattimento pregiudica l'impostazione e la tecnica. Dunque se scendiamo in campo temendo l'avversario, non saremo in grado di esprimere il nostro gioco. Ecco perché serve lo stesso coraggio del samurai. Siamo assolutamente motivati".

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CONSAPEVOLEZZA

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Oltre alla determinazione, la squadra appare anche consapevole dei propri mezzi. "La sconfitta contro il Belgio nel mondiale del 2018 è ancora ben presente in me e nella memoria di chi ha giocato quella partita. Gli ultimi anni non sono stati semplicissimi ma rispetto a quattro anni fa siamo cresciuti sotto tutti i punti di vista sia a livello individuale che come collettivo. Il Giappone che è arrivato in Qatar è la nazionale più forte di tutta la storia del nostro calcio e ha anche grande unità di intenti. Non importa chi è affermato e chi invece è a caccia della consacrazione, né chi scende in campo o va in panchina. L'idea comune è di andare più avanti possibile.  L'atmosfera in campo e in panchina è ottima, ritengo che questa sia una delle nazionali più unite di tutto il torneo.  Possiamo e vogliamo battere la Croazia e ne siamo consapevoli. Questo è ciò che ci differenzia davvero dallo scorso mondiale".