Ghirelli: “La C non può andare avanti. Valutiamo il semiprofessionismo per il futuro”

Il presidente della Lega Pro spiega i perché dello stop e traccia la strada da percorrere per il prossimo futuro.

di Redazione Il Posticipo

Francesco Ghirelli ha vissuto momenti complicati, fra verdetti e decisioni da portare in Consiglio Federale. La decisione di interrompere la C è definitiva. Il presidente della Lega Pro ha parlato a Sky Sport.

COERENTI –  Il presidente ritiene di ave agito con coerenza. “So di non essere in grado di smorzare la rabbia dei tifosi, ma chi governa deve prendersi delle responsabilità. Noi siamo coerenti con la scelta di sospendere le partite. La salute è un valore non negoziabile. A me spiace molto, farei giocare tutti… ieri ma l’assemblea si è espressa. La questione play off è stata al centro della discussione. Io ho optato per il merito sportivo e non c’è stata una contestazione”.

PLAY OFF – Impossibile dunque concludere la stagione. Compresa la coda play off. “Gravina ha ragione ad insistere, ma noi, sebbene volessimo giocare, siamo impossibilitati a farlo. Impossibile, però mettere tutti d’accordo. Se aprissimo la questione play off dovremmo rivedere la decisione della maggioranza. Le contestazioni bisogna, però, metterle in gioco. Abbiamo scelto la soluzione che creasse meno problemi possibili. Compreso il blocco delle retrocessioni. Chiederemo al CF di bloccare i ripescaggi, perché il prossimo anno avremo un soprannumero, ammesso che tutte si iscriveranno”.

FUTURO – In questo senso, la liquidità è un problema atavico. “Il governo può aiutarci, ma la parte più importante tocca a noi. Ci siamo caratterizzati come la Lega delle regole. Riammettiamo i virtuosi e sbarriamo la strada ai furbi. Chi non paga per due bimestri e non gioca due partite andrà fuori dal campionato anche l’anno prossimo. Non intendiamo abbassare la guardia. La fideiussione non sarà più necessaria, ma non erogheremo i soldi alle società inadempienti”. Si pensa anche ad un format diverso: “Il piano strategico deve portare a una Lega sostenibile. Dobbiamo essere la “mission” dei giovani. Passare da 90 a 60 club non ha risolto molto. La questione del semiprofessionismo è ancora sul tavolo, dobbiamo ragionare per caratterizzare la C come territorio di formazione di giovani. Il covid-19 ha interrotto il percorso ma dobbiamo riprenderlo”.

 

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