Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

calcio

Gesti sarcastici, problemi intestinali e…guai con gli animali in campo: le espulsioni più assurde di sempre

Gesti sarcastici, problemi intestinali e…guai con gli animali in campo: le espulsioni più assurde di sempre - immagine 1

Ci sono comportamenti che, seppur non direttamente indicati nel regolamento, possono contribuire a beccarsi il rosso. La storia del calcio è piena di espulsioni strane, a volte quasi inspiegabili. Eccone qualcuna…

Redazione Il Posticipo

VEDO ROSSO

—  

Cartellino rosso. Fuori, out e arrivederci tra due partite, giudice sportivo permettendo. L'espulsione è sempre un momento importante nel corso di una partita. Ed è una decisione che va presa solo in casi estremi. Interventi violenti, giocate antisportive o, nel caso degli allenatori, proteste, come Jose Mourinho, che nella gara con il Verona in pochi secondi vede rosso per un gesto sarcastico al direttore di gara, quello…del telefono. Ma per quanti motivi si può essere espulsi? Tanti, anzi, troppi.La storia del calcio è piena di espulsioni strane, a volte quasi inspiegabili. Eccone qualcuna.

UN ROSSO...CHE PUZZA

—  

Problemi di stomaco? Aria all'intestino? Meglio trattenersi, soprattutto se si è in campo. Altrimenti si rischia di fare la fine di Adam Lindin Ljungkvist, calciatore svedese, espulso...per un peto particolarmente rumoroso. Il giocatore, già ammonito, si becca il secondo giallo e di conseguenza va sotto la doccia in anticipo per non essere riuscito a trattenersi e aver infastidito il direttore di gara. L'arbitro spiegherà poi di aver percepito il gesto come una provocazione volontaria. Sarà, ma come spiegazione...puzza!

SFONDAMENTO DI TESTA

—  

 

Ponticelli-Riolo Terme, campionato di Seconda Categoria in Emilia Romagna. Punizione, il portiere della squadra di casa non trattiene e gli ospiti segnano. Fin qui tutto bene, se non fosse che il marcatore decide di farsi una corsa verso la panchina e...di sfondare il vetro esterno con una tanto violenta quanto incomprensibile capocciata. Conseguenze? Fisica, nessuna, ma sul tabellino arriva un bel rosso. Il normale risultato di un assurdo...colpo di testa.

MASCOTTE-ICIDIO

—  

 

A rischio carcere c'è finito Luis "Lucho" Moreno nel 2011. La mascotte del Junior de Barranquilla, un gufo, planava accanto al giocatore avversario, difensore del Deportivo Pereira. Moreno dà un calcio ben piazzato al povero rapace notturno che da quell'impatto non si è più svegliato. L'espulsione e la squalifica per due giornate era d'obbligo ma oltre a ciò, sventato il carcere, il calciatore è stato multato ed obbligato a prestare servizio allo zoo.

IN TRIBUNA!

—  

 

Deve essere brutto giocare a calcio e non avere nessuno che esulti per una tua rete. Quindi, quando succede, meglio...applaudirsi da solo. Succede anche stavolta in Svezia (dove evidentemente gli arbitri non hanno troppo senso dell'umorismo). Medi Dresevic, difensore del Norrby, segna e, come accaduto su altri campi in giro per il mondo, decide di scavalcare e andare a prendere posto sugli spalti per farsi i complimenti dopo una rete. Peccato che in tribuna ci rimanga, perchè il direttore di gara non apprezza la strana esultanza e gli mostra il secondo giallo e di conseguenza il rosso.

SPOGLIARELLO IMPROVVISATO

—  

 

Comprensibile la gioia del gol, un po’ meno l’esultanza. Il calciatore del Muang Thong United (Premier League Thailandese) Mario Durovski segna di testa e diventa improvvisamente...mezzo nudo. L'esultanza è molto particolare e consiste nel togliersi i pantaloncini e metterseli in testa. A questa moda abbastanza stramba il calciatore aggiunge anche una bella mitraglia verso i propri tifosi. L'arbitro opta per gli atti osceni in luogo pubblico e, ovviamente, tira fuori il secondo giallo e lo manda sotto la doccia, non prima di essersi rimesso i pantaloncini.

VOLANO SCARPINI

—  

 

Ma non solo in campionati improbabili le espulsioni regalano momenti assurdi. Anche l'Europa League, di tanto in tanto, ci mette del suo. È il caso della partita tra Stoke City e Maccabi Tel Aviv del 2018, in cui il terzino israeliano Yoav Ziv scatena una strana carambola che gli costa il rosso. In un contrasto troppo ruvido con un avversario, finisce fuori dal campo e perde uno scarpino. Frustrato, lo calcia, ma lo manda dritto sulla faccia del guardalinee. Che non accetta la tesi della casualità e suggerisce all'arbitro di prendere provvedimenti. Ovviamente, rosso.

L'UOMO NUDO

—  

 

Dorset, Inghilterra. Campionato minore, ma si sa, dalle parti di Sua Maestà qualsiasi competizione viene presa maledettamente sul serio. L'allenatore-giocatore del Dorchester non vuole perdere tempo e, siccome nessuno vuole fermare un invasore di campo mezzo nudo, ci pensa lui con un tackle rugbistico. Lo zelante arbitro, però, fa rispettare le regole. Chiunque colpisca qualcuno in campo, è passibile di rosso. E così, dopo una serie di tentativi di evitarlo, tira fuori il cartellino.

ROSSO DI FAMIGLIA

—  

 

A proposito, non si può colpire nessuno in campo. Ma davvero nessuno, neanche un compagno di squadra. Nel corso degli anni lo hanno imparato in molti. A partire da Davide Fontolan, espulso per una lite con Ruotolo ai tempi del Genoa. O, più di recente,  il trequartista Mickael Barreto e il terzino sinistro Pierre Yves Polomat dell'Auxerre. Per non parlare della leggendaria rissa tra Dyer e Bowyer con la maglia del Newcastle. Forse, il modo peggiore per farsi cacciare dal campo.

VITA DA CANI

—  

 

Argentina, partita interrotta per un'invasione di campo molto particolare. In campo è entrato un cane, che nessuno riesce a fermare. Ci riesce Enzo Jimenez, che lo prende e lo scaglia verso la tribuna. La mira però non è delle migliori e finisce per gettarlo sulla rete di protezione. Fortunatamente il cane non si fa nulla e fugge via, ma attorno a Jimenez esplode la rabbia degli spettatori sugli spalti e degli altri calciatori. Alla fine l'arbitro lo espelle per...maltrattamento di animale.

GALLINA

—  

Va peggio in Croazia. Nel 2019 il match tra NK Jelengrad e Jasenovac è stato più volte interrotto per...invasione di campo, visto che un gruppo di galline non riusciva proprio a stare lontano dal manto verde. E quindi a un certo punto l'esasperato Ivan Gazdek ha deciso di risolvere la questione a modo suo, ma in maniera un po' troppo cruenta. Il calciatore della squadra di casa ha prima preso a calci uno degli sfortunati pennuti, uccidendolo, per poi prendere il corpo e lanciarlo fuori dal campo, oltre la recinzione. Evidentemente troppo per l'arbitro, che ha provveduto ad espellerlo