Gervinho, dalla Cina con furore: “Dicevano che ero finito, ma si sbagliavano. Salah? Un pazzo!”

L’ivoriano del Parma, ex attaccante di Lille, Arsenal, Roma e Hebei Fortune, si è raccontato in un’intervista. Molti lo davano per finito ma… in Emilia sta dimostrando che si sbagliavano.

di Redazione Il Posticipo

Dopo essere stato un cardine del Lille di Rudi Garcia, Gervinho ha passato un periodo d’anonimato nell’Arsenal di Arsène Wenger. Poi il vento è cambiato: il suo mentore, approdato sulla anchina della Roma decide che per mettere in pratica il suo gioco è indispensabile un certo tipo di calciatore sulla fascia sinistra. Uno come Gervinho, di cui era difficile prevedere ogni mossa. Dopo qualche stagione in giallorosso qualcosa si è spezzato: gli avversari sembravano avergli preso le misure e alla fine l’ivoriano si è trovato ad accettare un’offerta per continuare a giocare a calcio, in Cina all’Hebei Fortune.

FALSI MITI – Intervistato dal Guardian ora che è tornato in Italia, a Parma, Gervinho ha spiegato il suo trascorso in Oriente: “Tutti pensavano che andassi in Cina per ritirarmi e essere pagato. Pensavano fossi in vacanza per un paio d’anni. Ho avuto alcuni problemi con degli infortuni ed ecco perché la gente ha cominciato a dire che Gervinho era finito. Ma avevano torto”. In effetti, la credenza che nei campionati asiatici i giocatori vadano a ‘svernare’ è abbastanza diffusa. Ma l’ivoriano cerca di spiegare che questo non è sempre vero. “Ormai anche da quelle parti ci sono molti giocatori stranieri e questo dà una motivazione in più anche ai giocatori cinesi. In Cina, bisogna essere al massimo della forma perché bisogna fare bene. Si guadagna molto e bisogna dimostrare di valere tutti quei soldi. Inoltre, ogni partita è una sfida e ci sono molti giocatori forti da affrontare”.

EX COMPAGNO DI… – Sempre dall’Inghilterra, FourFourTwo, raccoglie altre dichiarazioni dell’ivoriano in quanto ex compagno di uno dei maggiori profili del calcio inglese: Momo Salah. “È un tipo tosto. Sempre calmo e forte con la mentalità del grande lavoratore. Non dimenticherò mai le sue sessioni di allenamento: ritmi altissimi, spingeva come un pazzo! Lo puoi guardare soltanto con meraviglia. Ha una sorta di effetto positivo: vedi Salah e vuoi dare di più. È talento e spirito di sacrificio”. Quello che dopo l’arrivo in Cina, qualcuno pensava che a Gervinho mancasse. Ma che il calciatore del Parma ha dimostrato di avere ancora intatto.

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