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Gerrard e una marachella imperdonabile: “Ho indossato la maglia dello United e mio padre mi voleva cacciare da casa!”

Nella sua autobiografia, Steven Gerrard racconta un aneddoto d'infanzia: temeva che suo padre lo cacciasse di casa per aver giocato a calcio con la maglia del... Manchester United.

Redazione Il Posticipo

SI avvicina il calciomercato e si comincia parlare di possibili cambi di casacca. Ci sono tanti giocatori sotto i riflettori ma ci sono dei trasferimenti che sono impensabili. Come, pensando al passato, vedere un Del Piero con la maglia dell’Inter, un Totti con quella di qualsiasi altra squadra e...Gerrard con la maglia del Manchester United. Ma in realtà, una volta, Steven Gerrard, la maglia del Manchester United l’ha indossata sul serio. E in quel momento ha rischiato di essere cacciato di casa.

ROBSON, IL MITO - Come riporta il Mirror, nella sua autobiografia, l’attuale allenatore dei Rangers ha raccontato un aneddoto d’infanzia. Il giovane Stevie G stava giocando a calcio insieme ad un suo amico. Che indossava la maglietta dell’idolo di entrambi, Bryan Robson. “Stavamo giocando e gli ho chiesto se potessi essere io Robson per un po’. Mi sono sfilato la maglietta del Liverpool e ho messo quella di Robson. È stato bellissimo. L’ho indossata per un’ora ‘placcando’ tutti, andando in tackle, segnando gol coraggiosissimi e fingendo proprio di essere Robson”.

PRO E CONTRO - Certo, giocare sotto casa ha i suoi pro e i suoi contro. All’ora del coprifuoco basta una chiamata e non si corre il rischio di fare tardi. Ma se si fa qualche ‘marachella’ c’è il rischio di essere scoperti. Come nel caso di Gerrard: “Sfortunatamente, mio padre ha guardato fuori dalla finestra ed è andato su tutte le furie. ‘Vieni immediatamente dentro!’, ha urlato. Appena varcata la soglia, mi sono preso una bella strigliata. ‘A cosa diavolo stavi pensando, eh? Giocare con una maglietta del Manchester United addosso!’ mi ha chiesto. ‘Ma papà, è la maglietta di Bryan Robson’, ho provato a spiegare. Ma a papà non interessavano assolutamente le mie scuse”.

GLI ALTRI - Insomma, suo padre ha fatto ‘gentilmente’ intuire al giovane Steven che nessuna persona che portasse il cognome Gerrard era autorizzata a indossare una ‘United Strip’. Alla fine, il centrocampista si chiede: “Chissà cosa avranno pensato i vicini... Ad essere onesto, pensavo che mi avrebbe cacciato di casa! Ero solo un bambino ma ero convinto che mio padre mi avrebbe buttato fuori da casa a calci per aver messo quella maglietta”. Ma la strigliata ha funzionato. Da quel giorno in poi, sempre Red e poco Devil.