Germania, il governo non ha tempo di pensare ai tifosi negli stadi: “Il calcio professionistico non è nella lista delle priorità”

Il ritorno dei tifosi negli stadi, dopo l’assenza forzata causata dalla pandemia di Covid-19, è la priorità di club, campionati e federazioni. Ma alla fine chi decide sono i governi e non è detto che chi si occupa della gestione dei paesi in questo momento così complicato abbia voglia e tempo di pensare anche al calcio…

di Redazione Il Posticipo

Il ritorno dei tifosi negli stadi, dopo l’assenza forzata causata dalla pandemia di Covid-19, è la priorità di club, campionati e federazioni. Ma alla fine chi decide sono i governi e non è detto che chi si occupa della gestione dei paesi in questo momento così complicato abbia voglia e tempo di pensare anche al calcio. E persino in Germania, nonostante la Bundesliga sia il torneo che fa registrare da decenni ormai la maggior percentuale di posti pieni negli impianti, non si vede la necessità di creare una corsia preferenziale per lo sport più amato dai tifosi teutonici. E quindi il protocollo messo a punto da chi gestisce il campionato per permettere di far tornare il pubblico negli impianti non verrà analizzato troppo velocemente.

MINISTRI DELLA SALUTE – Come spiega al Berliner Morgenpost Dilek Kalayci, presidente della conferenza dei ministri regionali della salute ,“non abbiamo in programma di commentare i protocolli sanitari della DFL. Il calcio professionistico non ha una posizione privilegiata nella lista delle priorità di noi ministri della salute”. In Germania ad occuparsi delle misure sono i Länder, che hanno ricevuto le misure proposte dai dirigenti della Bundesliga: proibito stare in piedi, niente alcol fino a ottobre, nessuna trasferta fino a fine anno. Ma il problema, viene spiegato, “è che nessuno può escludere o controllare che non ci siano assembramenti prima, durante e dopo la partita”.

FEDERAZIONE DEI MEDICI – Una preoccupazione che colpisce anche la federazione dei medici tedeschi. A parlare è il presidente Susanne Johna al Neue Osnabrücker Zeitung. “Il pericolo di contagi di massa sarebbe alto. Considero poco realistico che il protocollo messo a punto dalla DFL possa davvero prevenire il contagio. Non riesco a immaginare tutti i tifosi seduti al posto loro quando la loro squadra segna. In quei casi ci si abbraccia e non si pensa al coronaviurs”. Dunque, il protocollo che dovrebbe rimanere in uso è quello messo a punto nei mesi scorsi e grazie al quale è ripartita la Bundesliga. Un protocollo che poi è stato copiato quasi alla lettera da tutte le altre federazioni. Ma per la nuova versione…ci sarà da aspettare.

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