Gentile, di nome e… di fatto: “Mai espulso per gioco violento. Il più forte è Maradona. Cassano invece…”

Gentile, di nome e… di fatto: “Mai espulso per gioco violento. Il più forte è Maradona. Cassano invece…”

Uno dei protagonisti del Mondiale del 1982 intervenuto a Radio Rai parla del suo calcio. E ha pochi dubbi su chi sia il più forte di tutti i tempi. Senza risparmiare un tackle su Cassano. E propone la soluzione play off.

di Redazione Il Posticipo

Gentile di nome e… di fatto. Al netto della durezza con cui marcava gli avversari, il Campione del Mondo del 1982 tiene al proprio record. Mai espulso per gioco violento. Uno dei protagonisti del Mondiale del 1982 è intervenuto a Le Lunatiche in onda su Radio Rai 2. E lascia pochi dubbi su chi sia il più forte di tutti i tempi. Senza risparmiare un tackle su Cassano. L’intervista è riportata da dagospia.

IL MIO CALCIO – Gentile ricorda il suo calcio aprendo una finestra sull’attualità.  “Non è facile vincere un mondiale. Sapevamo che avremmo dato una grande gioia all’Italia, è stato molto emozionante. In questi giorni c’è  tristezza. Io esco  spesso in bicicletta e restare  in casa senza fare niente genera un po’ di rabbia. Però dobbiamo salvaguardare tutti e  restare a casa per risolvere il problema in breve tempo”.

DIEGO – Tornando al Mondiale. “Ho giocato contro Maradona e Zico quel compito per me è stata una grande responsabilità. Ho giocato duro ma ci tengo a sottolineare che non sono mai stato espulso per gioco violento, Maradona invece si. Sono stato espulso una volta per doppia ammonizione. Era una semifinale di Champions contro il Bruges ero stanco e ho preso la palla con la mano e l’arbitro mi ha ammonito e poi buttato fuori”.

FAIR PLAY – Gentile però concede a Diego l’onore delle armi: “Maradona nell’86 ha vinto il mondiale da solo ma anche perché non c’era più quella marcatura che si riservava ai giocatori di un certo livello. Diego è l’attaccante più forte che ho affrontato. Messi può essere confrontato con lui, ma Maradona per me è ancora superiore”. Anche l’Italia avrebbe potuto contare un Pibe de Oro. Cassano. “Quando un elemento non si ingrana, non fa gruppo, è logico scegliere uno meno bravo”. Resta da capire cosa ne sarà del campionato. “Penso che alla fine si faranno i playoff. Non è sicuramente un’annata che verrà ricordata, ma deve essere comunque portata a termine”.

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