Gelson Martins e la sua squalifica…eterna: “Mi vergogno al pensiero che i miei figli possano vedere quelle immagini, ma non capisco una cosa…”

Gelson Martins e la sua squalifica…eterna: “Mi vergogno al pensiero che i miei figli possano vedere quelle immagini, ma non capisco una cosa…”

Lo stop del calcio dovuto alla pandemia per qualcuno ha avuto effetti positivi. E poi c’è Gelson Martins: il calciatore del Monaco pensava che la sua squalifica sarebbe terminata a settembre. Ma si sbagliava e ora che la sua pena è stata prolungata fino a novembre si sfoga…

di Redazione Il Posticipo

Strano ma vero, lo stop del calcio dovuto alla pandemia per qualcuno ha addirittura avuto effetti positivi. Basterebbe pensare a chi, alle prese con infortuni particolarmente gravi, ha avuto la possibilità di recuperare per il finale di stagione, o perlomeno di non perdere troppe partite. Tra quelli che certamente non si sono dannati troppo l’anima per la sospensione dell’attività sportiva c’era sicuramente anche Gelson Martins. Peccato che a lui alla fine…sia andata male. Il calciatore del Monaco è attualmente squalificato per aver spintonato l’arbitro del match contro il Nimes a inizio febbraio. Il centrocampista non ci ha visto più dopo l’espulsione del compagno di squadra Bakayoko e se l’è presa con il direttore di gara, beccandosi sei mesi di sospensione.

PROLUNGAMENTO – Lo stop a causa del coronavirus, con tanto di fine anticipata della Ligue 1, sembrava avergli regalato la possibilità di tornare a giocare a inizio stagione avendo scontato praticamente solo una frazione della pena. Ma aveva decisamente fatto i conti senza l’oste, che in questo caso è il comitato disciplinare della federazione francese. Che ha deciso che il periodo che intercorre tra il 13 marzo, data dell’inizio dello stop, al 30 giugno, quando la stagione 2019/20 sarà ufficialmente terminata, non verrà contato nella squalifica di Gelson Martins. Per lui la possibilità di tornare in campo è dunque rimandata a novembre inoltrato, portando la sospensione a un totale di quasi nove mesi.

TRISTEZZA – Un qualcosa che lo fa arrabbiare, nonostante il portoghese, come spiega a L’Equipe, abbia accettato il verdetto iniziale. “Capisco che quello che ho fatto non è giusto e non si deve fare. Sono padre e mi vergogno al pensiero che i miei figli possano vedere quelle immagini. La pena è dura e la accetto, ma vedere che quando tutti ricominceranno a giocare io non potrò farlo mi rende triste. Mi hanno cambiato la sanzione per qualcosa che non dipende da me. Il campionato è stato interrotto, ma io non c’entro nulla. È una cosa che non capisco, mi sento come se mi avessero tagliato le ali. So che quel che ho fatto è sbagliato, ma ho pagato il prezzo delle mie azioni”. Evidentemente, in Francia non l’hanno pensata così…

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