Gattuso, una rivoluzione che mette tutti d’accordo

Gattuso sta valutando il 4-4-2. Una scelta che mette tutti d’accordo. Il tecnico lancia Cutrone e valorizza gli investimenti della società: Silva e Kalinic.

di Redazione Il Posticipo

Milan, un rivoluzione che farà contenti tutti: vecchi e nuovi. Gattuso ha intenzione di passare al 4-4-2 e sta valutando come approcciarsi al nuovo modulo.  L’obiettivo è chiaro: una volta trovata la quadra difensiva, serve qualche soluzione in più in attacco. Questa squadra segna con il contagocce. Un problema che va risolto nel tentativo, numeri alla mano non cosi impossibile (8 punti recuperati nelle ultime tre giornate all’Inter), di agguantare il quarto posto.

Un Milan di fosforo e qualità

Il Milan segna poco perché, prima dell’era Gattuso, era abituato a un calcio più orizzontale che verticale e molto legato alle soluzioni personali. Anche per caratteristiche dei calciatori. Suso, Bonaventura, Calhanoglu  cercano anche il gol, oltre che la giocata per i compagni. E quando i movimenti lì davanti latitavano, si tentava la conclusione da fuori. Una scorciatoia, ma non sempre la strada più breve è quella giusta. Anche perché si imboccava, più che altro, per mancanza di alternativa. Gattuso pretende un gioco più verticale e molta più intensità, ma senza rinunciare alla qualità. Ecco perché non mancherà nessuno fra Suso, Bonaventura, Kessie e Biglia, che possono essere schierati a rombo oppure con lo spagnolo e l’italiano ai lati. Senza dimenticare Calhanoglu, che al netto della sfortunata esecuzione contro la Lazio, si sta ritrovando anche in autostima.

Un Milan per Berlusconi e…Mirabelli

L’idea del cambio di modulo è anche figlia di…Cutrone. Ormai non è più possibile derubricarlo a riserva. È l’unico giocatore che ha raggiunto la doppia cifra. Né però, si può pretendere di addossargli sulle spalle forti, ma giovani,  tutto il peso dell’attacco. Il ragazzo ha grinta e qualità, ma ha bisogno anche di una spalla. Non è un giocatore che si inventa i gol, piuttosto un rapace degli ultimi sedici metri, che va servito e sostenuto con palloni giocabili. Resta da capire chi potrà affiancarlo. Tecnicamente, la spalla ideale è Kalinic, che si muove più nello spazio e da regista offensivo. Se invece la scelta cadrà su un sistema votato a mettere più palloni possibile in area di rigore, la scelta potrebbe ricadere su Silva: il portoghese è molto più abile del croato a sfruttare occasioni negli ultimi sedici metri. In entrambi i casi, la scelta di Gattuso fa contenti tutti: i giocatori, che troveranno più spazio. Berlusconi, che lo ha bacchettato sul “giuoco” a una sola punta e Mirabelli, che cosi potrà sperare in una valorizzazione di Kalinic e Silva, svalutati dalla prima parte di stagione.

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