Altro che Ringhio: chiamatelo Rinus…

Non chiamatelo più Ringhio. Il Milan di Gattuso gioca un calcio moderno e di personalità. Cede alla Juve perchè la panchina non è all’altezza, intesa come ricambi…

di Redazione Il Posticipo

Altro che Ringhio. Questo Milan gioca a pallone come si deve. Personalità e sfrontatezza di riprendere la partita e provare a vincerla. Il Milan di Gattuso ha un’identità ben definita e grandi potenzialità.

Non chiamatelo Ringhio. Non più.

Altro che Ringhio. Gattuso e il suo Milan non giocano un calcio fatto di semplice corsa e intensità. Tutt’altro. I rossoneri se la giocano alla pari in casa della Juventus. Vanno sotto e non cambiano atteggiamento di una virgola. Trovano il gol del pari e continuano a giocarsi la partita con grande personalità e autostima, sfiorando anche il gol del vantaggio con la palla di Calhanoglu che si infrange sulla traversa. Questione di centimetri e forse si sarebbero intrapresi discorsi diversi. Con i se e i ma, però, non si scrive la storia. Però resta la certezza di una squadra che non ha niente da rimproverarsi e che per larghi tratti di partita ha giocato meglio della Juventus dando la sensazione di potersela giocare alla pari. Il risultato è punitivo: il Milan la perde perchè non ha la panchina lunga e la qualità della Juventus, non concretizzando un paio di ripartenze in campo aperto, ma i rossoneri giocano un gran calcio.

Milan ultramoderno

Il calcio del Milan è moderno ed il passo da Ringhio a Rinus (con tutte le dovute proporzioni) è breve. Gattuso mette quattro calciatori fra le linee dietro la punta: Bonaventura, Suso, Calhanoglu e Kessie. Un metodo molto europeo. La differenza è stata in…panchina. Quello che ha Allegri non è in possesso di nessun altro. Difficile, dopo 70′ reggere l’urto di giocatori come Cuadrado e Douglas Costa. La differenza è nella fisicità non nell’organizzazione. Il Milan gioca una grande partita, anche meglio dei padroni di casa nei 70′. L’unico problema di questa squadra, paradossalmente, è di essere troppo “tecnica”, nel senso che non tende a giocare con la bava alla bocca tutti i palloni sporchi. Un difetto da limare, ma la sensazione è che Rinus avrà il tempo. Non ha ancora firmato il contratto, ma la crescita del gruppo è sotto gli occhi di tutti.

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