Gattuso, l’uomo giusto per l’Europa League

Un Milan geneticamente modificato per arrivare in fondo all’Europa League. Gattuso, in questo senso, è l’uomo più adatto per un lungo percorso a ostacoli.

di Redazione Il Posticipo

1437 giorni dopo, un Milan geneticamente modificato, torna a giocarsi un “dentro o fuori” in Europa. Già, L’Europa. Qualcosa di assolutamente insito nel DNA della società rossonera, ma è altrettanto innegabile che l’EL non sia specificatamente il terreno di caccia favorito di una squadra che ha scritto pagine indelebili di storia in Champions. Per tornare nel salotto buono, però, la strada è questa: e si deve arrivare in fondo.

Milan ed Europa League: un rapporto complicato

A dirla tutta, il rapporto con l’Europa League è anche piuttosto complicato. Il Milan si è approcciato alla competizione di “serie B” un paio di volte e non è mai stato particolarmente fortunato. Poteva vincerla due volte, negli anni 90 e 2000, quando si chiamava ancora Coppa UEFA, ma in entrambi i casi è andato a schiantarsi contro due ostacoli ampiamente alla portata. Incredibile cosa accade nel 1996 quando il Milan riesce a farsi rimontare un 2-0 dal Bordeaux di Zidane e Dugarry. Il bis nel 2002, quando le velleità di vittoria si scontrano con il Borussia Dortmund. I rossoneri incassano un clamoroso 4-0 in Westfalia e dicono addio ai sogni di gloria. Altro Milan, altri tempi. L’anno successivo la rivincita europea fu dolcissima: vittoria a Manchester e prima Champions per l’attuale allenatore rossonero. Chiamato adesso a tornare nell’Europa che conta.

Gattuso l’uomo giusto per l’EL

Eppure proprio Gattuso, sebbene vi abbia giocato pochissimo, è l’uomo giusto per portare il Milan all’unico traguardo europeo assente in bacheca. Il tecnico rossonero ha vinto due Champions e ne ha persa una che ancora oggi gli toglie il sonno. Non vive di ricordi, però. Anzi, ha l’umiltà necessaria per indossare la tuta da lavoro e trasferire al Milan il “know how” per primeggiare in Europa. Chi, del resto, meglio di lui, è l’esempio che i grandi successi si costruiscono dal basso con sacrificio e fatica? Ecco perché il Milan, operaio ma efficiente, può togliersi più soddisfazioni di quello elegante, ma poco efficace, della prima parte di stagione. Ecco perché anche le scelte seguono una strada precisa. In EL giocano i titolarissimi. Una scelta forse anche rischiosa, in funzione di una rosa che potrebbe soffrire impegni ravvicinati. Il tecnico rossonero si fida però della condizione fisica dei suoi. Del resto, per inseguire i sogni, serve un gran fisico.

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