Cutrone e Bonucci, a lezione da Ringhio

Gattuso non ama i professorini: Bonucci ridimensionato e Cutrone bacchettato. Il bomber in panchina per scelta tattica, ma anche per una questione…caratteriale.

di Redazione Il Posticipo

Gattuso allena e…ringhia. In vista del derby, si prende, come consuetudine, ogni responsabilità. Anche quelle più scomode. Dopo aver lasciato Cutrone in panchina contro la Juventus, è possibile che il centravanti rossonero non giochi neanche contro l’Inter. Le due sfide più importanti senza il miglior attaccante? Come è possibile?

Scenari tattici

La scelta di Gattuso affonda le radici in una motivazione squisitamente tecnica: Cutrone, secondo l’allenatore, deve migliorare nel gioco lontano dalla porta, essere più portato al dialogo con la squadra. Non basta segnare per essere intoccabili. O, perlomeno, il gol è una componente fondamentale, ma che in alcune partite potrebbe non essere sufficiente. Come nel caso della sfida contro l’Inter in cui, secondo Gattuso, serve una punta dalle caratteristiche diverse che garantisca un lavoro diverso.

Scelta caratteriale: curioso retroscena su Cutrone?

L’altra versione riporta a un retroscena figlio di questioni caratteriali. Gattuso ha sempre suggerito a Cutrone il “volare basso”. Non certo per punire, ma per responsabilizzare. Evidentemente avrebbe notato atteggiamenti poco “gattusiani”, diversi da quelli che lo hanno fatto innamorare, calcisticamente parlando del ragazzo. Il tecnico pretende sempre massima abnegazione. Mai cullarsi sugli allori. Chi non si adegua, va in panchina. Sembra che il tecnico calabrese abbia notato una certa “rilassatezza” nel proprio pupillo e per questo lo abbia immediatamente richiamato all’ordine. E, di conseguenza, anche in panchina. Atteggiamento duro ma indiscutibile: tenere tutti sulla corda e utilizzare un metro di giudizio comune a tutti è la base perchè tutte le scelte vengano assorbite e accettate dal gruppo.

Gattuso style: ogni cosa a posto e ad ogni posto la sua cosa

Gattuso, del resto, non ama i personalismi. Ha sempre anteposto lo spirito di sacrificio e il gruppo. Non tollerava atteggiamenti sopra le righe dei compagni da giocatore, figurarsi dei propri giocatori da allenatore. L’esempio lampante, in questo senso, è Bonucci. Il capitano rossonero è stato pubblicamente bacchettato e ridimensionato dal tecnico, che lo ha invitato a pensare a giocare, piuttosto che ad interessarsi di mercato. Per la serie: ogni cosa al suo posto. E a ogni posto la sua cosa.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy