Gattuso, prima esclusione eccellente: Calha-no

Gattuso, prima esclusione eccellente: Calha-no

La cura Gattuso: cambio di modulo ed esclusi eccellenti. Il primo che rischia di perdere il posto è uno dei fiori all’occhiello del mercato estivo rossonero.

di Redazione Il Posticipo

Gattuso sarà anche un traghettatore, ma vuole immediatamente cambiare rotta. Ringhio morde subito: in allenamento e fuori dal campo. La cura ha già generato i primi effetti sul Milan: cambio di modulo ed esclusi eccellenti. Il primo che rischia di perdere il posto è Calhanoglu. Ma la lista della riforma è lunghetta. In primis, deve cambiare l’atteggiamento: nessun complimento in caso di pareggia o sconfitta. E si passa dal 3-4-2-1 al 3-4-3, con Suso e Bonaventura alle spalle di Silva. Il che significa rinunciare a uno dei fiori all’occhiello del mercato rossonero: Calhanoglu.

Addio trequartista, fuori Calhanoglu

Tre difensori e nessun trequartista. Il turco con Gattuso deve cambiare atteggiamento. Il talento è apprezzato ma non è sufficiente se non è messo al servizio della squadra. E l’attuale tecnico rossonero, uno che correva per Pirlo, Seedorf e Rui Costa, lo sa bene. Calhanoglu deve migliorare. Non può limitarsi a ciondolare per il campo aspettando il pallone per lanciare o calciare dalla distanza. Il calcio di Gattuso parte da una partecipazione collettiva alla manovra e in fase difensiva. Calhanoglu può anche giocare come esterno o centrocampista. Ma trequartista no. Gattuso non regala uomini agli avversari quando il Milan è in non possesso di palla.

3-4-3, Andrè Silva attento a te

Un altro che rischia il posto è, paradossalmente Andrè Silva. Nel 3-4-3 di Gattuso è lui l’attaccante centrale, per il semplice motivo che va servito e non partecipa al gioco. Avendo dimostrato di essere un cecchino d’area di rigore, però, gode della preferenza iniziale rispetto a Kalinic, che in questo momento soffre particolarmente. Chi rischia di giocare tantissimo è Cutrone. Definito “tarantolato”: senza dubbio l’aggettivo che richiama da vicino l’idea della “gattusità”. Grinta, volontà e determinazione: sembra che i due si piacciano. E anche molto. E non è detto che questa alchimia possa fruttare un impiego distribuito con maggiore continuità.

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