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Gasperini: “Sempre meglio giocare. Anche noi con molti assenti e non affrontavamo le seconde linee”

BERGAMO, ITALY - MARCH 12: Gian Piero Gasperini, Head Coach of Atalanta during the Serie A match between Atalanta BC  and Spezia Calcio at Gewiss Stadium on March 12, 2021 in Bergamo, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

Gasperini inizia il suo 2022 nel migliore dei modi possibili. E si gode la sua Dea formato trasferta.

Redazione Il Posticipo

Gasperini inizia il suo 2022 nel migliore dei modi possibili. E si gode la sua Dea formato trasferta. L'Atalanta travolge l'Udinese. Manita servita alla Dacia Arena per rilanciare le ambizioni di Champions e tenere a debita distanza la concorrenza. Un 6-2 che si commenta quasi da solo. Il tecnico analizza la sfida ai microfoni di Sky Sport. A iniziare dalle difficoltà insite in un calendario dettato dalla... pandemia. "Anche noi abbiamo vissuto una settimana di assoluta incertezza, non sapevamo nulla. Le indicazioni sono arrivati solo all'ora di partire. Credo che alla fine giocare sia sempre la cosa migliore, ma è una osservazione a livello personale".

SET - L'Atalanta quando trova spazi diventa devastante. Gestione perfetta dei movimenti e degli spazi. Difficile trovare difetti, anche se sull'1-3 il tecnico si è arrabbiato parecchio. "Il gol subito mi ha dato noia perché l'Udinese non riusciva a essere pericolosa. C'è stata anche della sfortuna, il loro tiro è stato deviato ma alla fine la partita non si è riaperta ed è quello che mi è piaciuto di più perché di solito non siamo mai sicuri di poter chiudere la partita. Anzi, abbiamo preso molto seriamente questa partita, avevamo più assenze noi, la loro difesa era comunque al completo a noi mancavano diversi titolari, è una situazione particolare ma non giocavamo contro una squadra di seconde linee".

PROSPETTIVE - Atalanta macchina da guerra in trasferta. Se si migliorasse il rendimento anche in casa sarebbe tutto diverso. Anche per il 2022 l'obiettivo non cambia. Restare in Europa. "Ci sono tante piccole spiegazioni, non c'è una motivazione sola. Probabilmente in casa i nostri avversari si scoprono di più. In casa c'è un fattore psicologico, forse abbiamo troppa fretta di sbloccare il risultato, a volte è legato anche dalla casualità. Anche negli anni scorsi è successo qualcosa del genere, poi siamo riusciti, nel proseguo della stagione, a fare bottino pieno. Chiaramente per una squadra ambiziosa è doveroso avere un approccio diverso. Adesso ci aspetta una sfida di alto livello contro l'Inter, siamo indubbiamente in un buon momento dopo il rallentamento alla vigilia di Natale ma non così eclatante. Teniamo moltissimo anche alla Coppa Italia e anche se saremo rimaneggiati pensiamo a quello, poi penseremo anche all'Inter non in funzione scudetto ma per misurarci e capire cosa possiamo fare con la squadra che ha chiuso meritatamente in testa il girone d'andata".