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Gasperini furioso: “Non è il regolamento che non va ma l’interpretazione… solo in Italia è così”

Due volte in vantaggio, due volte raggiunta. L'Atalanta pareggia allo Stadium, ma è la Dea a recriminare.

Redazione Il Posticipo

Due volte in vantaggio, due volte raggiunta. L'Atalanta pareggia allo Stadium, ma è la Dea a recriminare. I nerazzurri avevano accarezzato l'idea di vincere a Torino e di riaprire il campionato. Rigori ineccepibili da regolamento, ma resta ugualmente l'amarezza.  Gasperini analizza la sfida ai microfoni di DAZN.

REGOLAMENTO - Il tecnico si sfoga. "Il regolamento è questo in Italia. Oggi è capitato a noi e fine. Sono due rigori nettissimi. Che facciamo, gli tagliamo le braccia? Di rigori così ne sono stati dati tantissimi, è una follia. Non c'è un'altra interpretazione nel mondo. Non è il regolamento che deve cambiare, ma le interpretazioni. Oggi ci è capitato, fine. Non penso che cambieremo a sei giornate dalla fine. Siamo tutti d'accordo che il regolamento è questo e lo siamo altrettanto nel dire che siamo così solo in Italia. Il campo ci ha dato comunque la sensazione che possiamo reggere il confronto".

CORAGGIOSI - L'Atalanta ha giocato in funzione Champions. "Questa gara ci serviva per capire se eravamo in grado di reggere l'urto di una squadra che ha i valori simili a quelle che incontreremo in Champions. Sono molto contento della prestazione e altrettanto dispiaciuto per non aver vinto. Comunque ci mancano cinque punti  per tornare in Europa, poi anche la posizione ha un suo valore, ma il nostro obiettivo era e resta tornare in Champions. Noi siamo cresciuto durante la stagione. Chiaramente le sconfitte in Champions hanno pesato e ci hanno fatto perdere qualche punto. La differenza l'hanno fatta gli scontri diretti, gli episodi ci hanno sempre dato contro, forse con qualche punto in più la classifica si sarebbe accorciata. Non possiamo pensare allo scudetto. Per noi è già tanto arrivare in Champions. Per noi ha un valore enorme, sia sportivo che economico. Comunque i traguardi noi ce li creiamo strada facendo. Per quanto riguarda la vicenda del tifoso non mi sento assolutamente coinvolto".