Gasp, che Ilicic. Con lo sloveno in campo l’Atalanta torna la Dea della Champions

Numeri e impatto lasciano poco spazio alle interpretazioni.

di Redazione Il Posticipo

Gasp, che Ilicic. Con lo sloveno in campo l’Atalanta torna Dea. Il suo apporto ha risollevato i bergamaschi che, da quando hanno avuto nuovamente a disposizione uno degli interpreti chiave del gioco, hanno superato il turno in Champions, assorbito l’assenza del Papu Gomez e si sono riportati in orbita Champions chiudendo il girone d’andata al quarto posto e con il record di punti.

CONTINUITA’ – L’impatto dello sloveno è in perfetta linea con i precedenti. Da quando veste la maglia dell’Atalanta è sempre andato in doppia cifra per gol e assist. Nella sua prima stagione, nel 2017/2018 mette a segno 11 gol e 8 assist contribuendo al settimo posto. La stagione successiva l’Atalanta si siede al tavolo delle grandi, spinta dal vento dell’est. 12 reti e sette assist, che spingono la Dea al terzo posto. L’ultimo anno è quello della consacrazione: chiude ancora una volta ampiamente in doppia cifra, con 15 gol e 8 assist, ma è protagonista anche in Europa con cinque reti in campionato. Rientrato dopo aver superato alcuni problemi personali, il ragazzo ha carburato e poi è tornato ai suoi livelli: già sei assist e tre gol in campionato in 13 presenze.

(Getty Images)

IMPATTO – Numeri che generano un impatto assolutamente positivo. C’è un’Atalanta senza Ilicic e una Dea con lo sloveno in campo anche se l’impianto di gioco di Gasperini permette di assorbire quasi qualsiasi assenza. Ilicic però rappresenta una piccola grande eccezione. Con il numero 72 in campo, la media punti della squadra è di 1,92. Senza invece scende a 1,86. E privati dell’apporto di Ilicic, lo scorso anno, i nerazzurri hanno vinto solo tre gare su otto. Considerando che l’Atalanta ha chiuso a -5 dalla vetta, è abbastanza per alimentare più di qualche rimpianto.

GOL – Ancora più impressionante è la rendimento negli ultimi sedici metri. Le giocate dello sloveno evidentemente innestano le marce alte: l’Atalanta ha giocato 52 partite godendosi della presenza dello sloveno in campo: ed in queste occasioni ha segnato qualcosa come 128 gol. Una media di 2,46 a partita. Numeri, appunto da Champions, tornata ad accarezzare insieme a un campione ritrovato come uomo e come calciatore.

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