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Gascoigne, lacrime e risate: “Quando è morto mio padre l’ho preso a pugni. E quante multe ho fatto prendere a Lineker…”

Mandatory Credit: Allsport UK/ALLSPORT

Paul Gascoigne è così, ha la capacità di passare (e di far passare) dalle risate alle lacrime in un batter d'occhio. E in un'intervista da una parte racconta di quando è rimasto da solo con il cadavere di suo padre e ha deciso di picchiarlo,...

Redazione Il Posticipo

Paul Gascoigne è così, ha la capacità di passare (e di far passare) dalle risate alle lacrime in un batter d'occhio. Molti nella sua carriera e soprattutto dopo il suo ritiro lo hanno definito un clown triste, che ha mascherato i suoi problemi con gli scherzi. Possibile, anche se può benissimo essere anche il contrario, che il buon Gazza sia una persona fondamentalmente gioviale, che però di brutte botte ne ha prese davvero tante. E in un'intervista riportata dal Sun, si evince questo doppio lato dell'inglese. Che da una parte racconta di quando è rimasto da solo con il cadavere di suo padre e ha deciso di picchiarlo. E dall'altra si diverte a ricordare le tantissime multe fatte prendere a Lineker.

GAZZA E SUO PADRE - Il ricordo del padre è struggente e doloroso per Gazza. Una persona di cui ha sempre cercato l'approvazione forse senza mai averla. "Quando è morto nel suo letto d'ospedale e siamo rimasti solo io e lui, sono saltato sul letto e l'ho preso a pugni. L'ho preso a pugni e a testate, mi sono vendicato di quando ero giovane. E poi sono rimasto lì ad abbracciarlo per 45 minuti. Il sabato è il giorno in cui mi manca di più. Ma era così arido nei miei confronti, parlava con chiunque ma non parlava mai con me. Eppure mi piaceva portarlo in giro per il mondo quando ero un calciatore. Se ci penso ora, forse i momenti belli sono più di quelli brutti".

MULTE - In compenso, c'è tempo per farsi qualche risata alle spalle...di Lineker. I due hanno giocato assieme al Tottenham e Saint Gary è spesso stato vittima dei suoi scherzi. Come quello...delle multe. "Sapevo dove viveva Gary, quando finivano gli allenamenti mi preparavo molto velocemente e mi mettevo in macchina, correvo a casa sua, mettevo la mia macchina nel suo vialetto e me ne andavo in giro per Londra. Lasciavo lì la macchina tutta la notte, lui non sapeva dove parcheggiare e lasciava la sua fuori. E prendeva una multa, ne prendeva di continuo. A un certo punto mi chiama il mister e mi fa 'Paul, devi smetterla con questa storia delle multe, Lineker è inc***ato nero'". Il che non ha comunque impedito che tra i due nascesse una bella amicizia. Del resto, a uno come Gazza non si può davvero voler male...