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Galaxy, Insúa racconta un retroscena sull’addio di Ibra: “Mi hanno detto che non era un buon compagno di squadra…”

Zlatan Ibrahimovic, piaccia o no, fa sempre notizia. Al punto che, anche quando se ne va da una squadra, il suo nome continua a spuntare fuori nelle dichiarazioni e nelle interviste. Emiliano Insúa, difensore argentino dei Galaxy, con lo svedese...

Redazione Il Posticipo

Zlatan Ibrahimovic, piaccia o no, fa sempre notizia. Al punto che, anche quando se ne va da una squadra, il suo nome continua a spuntare fuori nelle dichiarazioni e nelle interviste. E quindi persino chi non ha avuto la possibilità di giocarci assieme dice la sua al riguardo. Lo svedese ha lasciato i Galaxy da ormai quasi sei mesi, ma a Los Angeles il suo passaggio ha lasciato un segno davvero fortissimo. Chi invece è appena arrivato in California è Emiliano Insúa, difensore argentino con un passato in Europa (Liverpool, Atletico Madrid e Sporting Lisbona, tra le altre). E anche lui non ha potuto evitare la classica domanda su Ibra, ai microfoni della radio argentina Club947.

CATTIVO COMPAGNO - La risposta, però, è abbastanza inaspettata, perchè potrebbe spiegare il motivo del mancato rinnovo del Colosso di Malmö con i Galaxy. "Onestamente non lo conosco di persona, ma so che ha un carattere un po’ strano. Quando sono arrivato qui mi hanno raccontato cose molto particolari. Non sarebbe corretto parlare di qualcuno che non conosco e con il quale non ho mai giocato, ma hi hanno detto che non era un buon compagno di squadra e che è per questo motivo che se ne è andato. Dal punto di vista calcistico ha fatto benissimo, ma a livello di spogliatoio non altrettanto”.

GLI ALTRI - Parole che vanno a fare compagnia alle più recenti dichiarazioni di ex compagni di Ibra in MLS. Joao Pedro ha ricordato di quando, dopo una sconfitta, lo svedese si è arrabbiato tantissimo e ha ricordato allo spogliatoio di avere "300 milioni e un'isola", prima di minacciare di morte tutti i presenti. Corona, dal canto suo, ha spiegato che per lui condividere il campo con Zlatan è stato un privilegio, ma che nello spogliatoio non erano tutte rose e fiori: "C'erano giornate in cui era di buonumore, altre in cui non ti diceva neanche buongiorno". Insomma, ricordi agrodolci per lo svedese negli Stati Uniti...