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Furti in casa in Francia, l’ex Lille Balmont come Di Maria: “Mi hanno puntato una pistola in testa per 10 minuti…”

(Photo by Baptiste Fernandez/Icon Sport via Getty Images)

Da qualche tempo, alla preoccupazione di quello che succede in campo i calciatori hanno aggiunto un nuovo problema: si stanno moltiplicando i tentativi di rapina nelle loro case. Una situazione particolare, ma non certo nuova per chi gioca a...

Redazione Il Posticipo

Da qualche tempo, alla preoccupazione di quello che succede in campo i calciatori hanno aggiunto un nuovo problema: si stanno moltiplicando i tentativi di rapina nelle loro case, a volte addirittura mentre sono in corso le partite. Una "moda" che è stata lanciata negli ultimi anni e che, in particolare in Inghilterra, non sta risparmiando nessuno. L'ultimo a ritrovarsi in una situazione simile è stato Angel Di Maria che però, a differenza di molti colleghi, è stato addirittura avvisato durante il match di quello che stava accadendo nella sua abitazione, dove un gruppo di malintenzionati stava minacciando armi in mano sua moglie e le sue figlie. Una situazione particolare, ma non certo nuova per chi gioca a calcio. A raccontarlo è l'ex centrocampista del Lille Florent Balmont.

PISTOLA - Il francese ha parlato con LeParisien riguardo il caso Di Maria e ha spiegato di aver vissuto un'esperienza molto simile a quella del Fideo. Era il 2008 e Balmont era appena arrivato a Lille, ma qualcuno ha deciso di dargli un benvenuto purtroppo indimenticabile: un'irruzione domestica con tanto di armi da fuoco. "Stavo dormendo a casa e il giorno dopo avevo la partita. Erano le cinque della mattina e tre persone hanno aperto la porta e mi hanno detto che erano venuti a prendere le chiavi della mia macchina, che era di fronte a casa. Hanno gettato mia moglie a terra e per 10 minuti mi hanno puntato una pistola alla testa. Mia figlia aveva solamente quattro anni. Non è salita in camera da letto, ma ha visto tutto".

 (Photo by Shaun Botterill/Getty Images)

TRAUMA - Un qualcosa che non si augura a nessuno, figurarsi a una famiglia con dei figli. E infatti l'impatto è stato profondo, sia dal punto di vista psicologico che sulle abitudini di vita di Balmont e dei suoi cari, costretti ad affrontare la possibilità che una cosa del genere potesse succedere di nuovo. "È stata una cosa che io e mia moglie siamo riusciti a superare da soli, ma che ha perseguitato mia figlia per anni. Dopo quell'episodio il club ha messo agenti di sicurezza privata dalle 8 della sera fino all 6 della mattina. E durante quel periodo abbiamo passato sempre la notte tutti quanti nella stessa casa: io, mia moglie, mia figlia di 4 anni e la più piccola, che all'epoca aveva solamente 11 mesi". Insomma, purtroppo Di Maria non è solo...