Fuga dall’isolamento, Jovic accusa: “Qualcuno ha fatto male il suo lavoro e non mi ha detto quello che non potevo fare…”

Fuga dall’isolamento, Jovic accusa: “Qualcuno ha fatto male il suo lavoro e non mi ha detto quello che non potevo fare…”

La sospensione dell’attività sportiva ha portato molte stelle del calcio a lasciare le nazioni straniere in cui giocano per fare ritorno a casa. Lo ha fatto anche Luka Jovic, che però in Serbia è finito al centro delle critiche e si è beccato i rimproveri delle autorità, oltre che una denuncia per aver violato l’isolamento.

di Redazione Il Posticipo

L’argomento del momento? La…grande fuga dei calciatori verso i loro paesi di origine. La sospensione dell’attività sportiva causa coronavirus ha portato molte stelle del calcio a lasciare le nazioni straniere in cui giocano per fare ritorno a casa, per passare questo momento di crisi assieme alla propria famiglia. Neymar, Thiago Silva, Higuain, la lista di chi è volato verso il proprio paese è lunga e comprende anche il calciatore del Real Luka Jovic. Che però in Serbia è finito al centro delle critiche e si è beccato i rimproveri delle autorità, oltre che una denuncia per aver violato l’isolamento.

DUE TEST – L’attaccante ha quindi voluto spiegare le sue ragioni in una serie di stories sul suo profilo Instagram. “Dato che la situazione in cui si trovano il mondo e il nostro paese è molto complicata, ho deciso di darmi da fare e dare il mio supporto alla mia gente. Prima di tutto, mi dispiace essere finito al centro dei riflettori in questi giorni e che si scriva sempre di me e non degli eroi di questa crisi, i dottori e tutti gli operatori sanitari. Quando ero in Spagna mi hanno fatto il test per il coronavirus e sono risultato negativo. Quindi ho deciso di venire in Serbia, con il permesso della mia squadra, per aiutare e supportare la nostra gente e per essere vicino alla mia famiglia. E quando sono atterrato in Serbia mi hanno di nuovo fatto il tampone, che è risultato negativo”.

SPIEGAZIONI – Dunque, viaggio concordato con il club e controlli accurati alla partenza e all’arrivo. Dunque, dov’è che sta il problema? Nel fatto che Jovic avrebbe dovuto rispettare un autoisolamento di 28 giorni senza poter uscire di casa. Ma…non lo sapeva ed è stato pizzicato fuori dalla sua abitazione. “È un peccato che qualcuno non abbia fatto il suo lavoro in maniera professionale e non mi abbia dato le istruzioni corrette su come comportarmi in autoisolamento. In Spagna potevo andare in farmacia o al supermercato per fare la spesa di cui ho bisogno, ma qui non funziona così. Chiedo scusa a tutte le persone a cui ho creato problemi in qualche maniera e spero che possiamo riuscire a superare questa situazione tutti assieme. Supportate la Serbia e siate uniti”. Chissà se basterà per evitargli altri guai…

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