Ljungberg, allenare l’Arsenal non è facile: e allora… sì all’aiuto da casa

Ljungberg, allenare l’Arsenal non è facile: e allora… sì all’aiuto da casa

Per ciò che rappresenta, Freddie Ljungberg sembra la scelta giusta e sa già a chi chiedere consiglio. Lo rivela al Guardian: l’ex mentore Arsène Wenger. E poi anche uno squillo ad Eriksson.

di Redazione Il Posticipo

I tifosi dell’Arsenal si sono liberati di Unai Emery. La società ha deciso di allontanare l’ex tecnico di Siviglia e Paris Saint-Germain e di assumere il tecnico ad interim Frederik Ljungberg. Una scelta dettata anche dal credito, pressoché illimitato, dell’ex giocatore svedese. L’ex centrocampista almeno per ciò che rappresenta, sembra la scelta giusta. Tuttavia, per non sbagliarsi, Ljunberg,  sa già a chi chiedere consiglio.

INVINCIBILE – Ljungberg potrebbe davvero rappresentare la scelta giusta della dirigenza dei gunners perché lui fa parte di quel monumento della storia del club londinese che è la squadra degli Invincibli, quella che è stata capace di giocare 49 partite di fila senza perderne mai una. Ora che la guida dell’Arsenal è affar suo, però, ha bisogno di qualche consiglio: magari di chi l’Arsenal lo conosce meglio di tutti. E dunque, come confessato al The Guardian, telefonerà a Wenger: del reso difficile trovare un interlocutore più preparato.

WENGER  –Mi piacerebbe parlare con lui. Siamo in contatto ma non parliamo da un po’ per via di quanto accaduto in queste ultime frenetiche ore. È sicuramente nella mia lista delle cose da fare. È stato allenatore qui per 22 anni, ha un sacco d’esperienza e probabilmente ci saranno tante cose che potrebbe condividere con me per rendermi un allenatore migliore”. Tuttavia, non è solo da Wenger che Ljungberg trarrà qualche informazione importante utile per il proprio prosieguo di carriera.

MODELLO –  C’è anche un altro allenatore al quale chiederebbe volentieri dei consigli, il connazionale Sven Göran Eriksson. “Ho parlato molto con lui quando era CT dell’Inghilterra perché veniva a guardare le nostre partite. Ho sentito molte storie sul modo in cui trattava i giocatori e ho rubacchiato qualche idea da lui. Non lo sento da molto ma spero di poter parlare anche con lui a breve”.

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