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calcio

Frasi storiche – Luis Enrique: un calcio e un personaggio fatto tutto a modo suo

(Photo by Denis Doyle/Getty Images)

Luis Enrique uno degli allenatori simbolo dell'ultimo decennio tra profezie, educazione e...tamburelli.

Redazione Il Posticipo

Il profeta

 LISBON, PORTUGAL - OCTOBER 07: Luis Enrique, manager of Spain holds the ball in the dugout during the international friendly match between Portugal and Spain at Estadio Jose Alvalade on October 07, 2020 in Lisbon, Portugal. (Photo by Octavio Passos/Getty Images)
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Se una squadra può farci quattro gol, noi, di sicuro, potremo fargliene sei 

Luis Enrique luno degli allenatori simbolo dell'ultimo decennio. E Luis Enrique non è stato solo 'un' allenatore, tra Roma, Celta Vigo e Barcellona, ma anche uno dei protagonisti di una delle imprese più epiche della storia Blaugrana. La Remuntada, il 6-1 al PSG dopo il 4-0 dell'andata. Una partita inimmaginabile per tutti, ma non per il tecnico asturiano. Forse come provocazione, forse per motivare la squadra, forse per intimorire gli avversari. Non importa il perché, fatto sta che lui...l'aveva detto. Prima della partita di ritorno degli ottavi di finale contro il PSG, in Catalogna c'era pessimismo: i parigini avevano fatto 4 gol all'andata ma il tecnico ha spiegato in una sola frase la propria mentalità, offensiva e vincente. Fra l'altro l'impresa gli è riuscita anche in nazionale,  contro la Germania.

Stile

(Photo by Denis Doyle/Getty Images)
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Se non vi piace il mio stile, non me ne frega niente... per dirla educatamente

La sorella

 MADRID, SPAIN - SEPTEMBER 06: Manager Luis Enrique of Spain gives instructions during the UEFA Nations League group stage match between Spain and Ukraine at Estadio Alfredo Di Stefano on September 06, 2020 in Madrid, Spain. (Photo by Gonzalo Arroyo Moreno/Getty Images)
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Se nel calcio vincessero sempre quelli con i giocatori più forti sarebbe più noioso di ballare con tua sorella...

Il pallone è rotondo? Certo. E a spiegarlo bene c'è una frase storica dell'ormai ex CT della Spagna. Al Barcellona, Luis Enrique aveva a disposizione giusto un paio (0 una decina?) di campioni. Ma lo stesso tecnico ha spiegato, per sottolineare che non bisogna sottovalutare le squadre più piccole sulla carte, che nel calcio è totalmente impossibile che vinca sempre chi ha i giocatori migliori. Se così fosse, sarebbe uno sport molto noioso. Proprio come ballare con un familiare, piuttosto che con qualche potenziale nuova frequentazione.

La festa

 MILAN, ITALY - OCTOBER 22: (L-R) Andres Iniesta, Neymar and Lionel Messi of FC Barcelona during the UEFA Champions League Group H match between AC Milan and Barcelona at Stadio Giuseppe Meazza on October 22, 2013 in Milan, Italy. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)
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Se non segnano tutti quelli del tridente la festa non è completa

A tutti piace vincere ma a Luis Enrique piace vincere... come dice lui. Il calcio deve essere intrattenimento, quindi bello e divertente e soprattutto, in un certo senso, deve valere il prezzo del biglietto. Un tifoso entra allo stadio con delle aspettative, per vedere i propri giocatori più rappresentativi all'opera. E così, che gusto ci sarebbe se non segnassero sia Messi che Neymar e Suarez?

Critico

 MADRID, SPAIN - SEPTEMBER 06: Manager Luis Enrique of Spain gives instructions during the UEFA Nations League group stage match between Spain and Ukraine at Estadio Alfredo Di Stefano on September 06, 2020 in Madrid, Spain. (Photo by Gonzalo Arroyo Moreno/Getty Images)
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Nel paese dei tamburelli, non so se la tecnologia possa aiutare gli arbitri

Molto elegante e orientato al dettaglio nel gioco, meno in qualche dichiarazione nei confronti della società spagnola. Già perché in più di un'occasione, Luis Enrique si è lamentato degli spagnoli usando la frase popolare "un paese di calcio, tori e tamburelli" che spesso si abbrevia con la sola dicitura "tamburelli". Il significato? Lascia intendere una società pressappochista e ignorante, legata al passato, che vuole solo distrarsi. Resta da capire cosa succederà dopo l'Europeo.