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“Dovemo vince, non dovemo pareggià!”: De Rossi e la nazionale, quindici anni di amore

MILAN, ITALY - NOVEMBER 13:  Daniele De Rossi of Italy looks on before the FIFA 2018 World Cup Qualifier Play-Off: Second Leg between Italy and Sweden at San Siro Stadium on November 13, 2017 in Milan,  (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

L'ex centrocampista inizia una nuova vita da un azzurro in cui ha scritto la storia.

Redazione Il Posticipo

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MILAN, ITALY - NOVEMBER 13:  Daniele De Rossi of Italy looks on before the FIFA 2018 World Cup Qualifier Play-Off: Second Leg between Italy and Sweden at San Siro Stadium on November 13, 2017 in Milan,  (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
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Porca mi****ta, dovemo vince, non dovemo pareggià!

Le sue parole più celebri da calciatore della nazionale, Daniele De Rossi non le dice in campo ma dalla panchina. A Milano, nel match che passa alla storia per l'eliminazione da Russia 2018. L'ultima partita giocata è quella di Solna, l'andata, con la Svezia che si impone per 1-0. A San Siro la situazione è grave e la partita non si sblocca. Lo staff di Ventura dice a De Rossi di scaldarsi, ma il senatore cerca di spiegare a modo suo perché forse è il caso di far entrare Insigne e non un calciatore difensivo. Quella è l'ultima immagine del De Rossi azzurro. Con Mancini si riaccende un rapporto fatto di 117 presenze e tante frasi passate alla storia...

Famiglia

 MADRID, SPAIN - SEPTEMBER 02: Daniele de Rossi (2ndL) and Marco Verratti (C) of Italy sing the Italy's national anthem prior to the FIFA 2018 World Cup Qualifier between Spain and Italy at Estadio Santiago Bernabeu on September 2, 2017 in Madrid, Spain. (Photo by David Ramos/Getty Images)
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La Nazionale l'ho sempre vista come una famiglia e non è insomma che abbia messo un paletto, punto e basta. Se capita, chissà, che possa servire, che dica che c'è bisogno, allora…

Del resto, qualche mese dopo quella partita che ha spezzato il cuore degli italiani, De Rossi lo aveva detto. L'addio alla nazionale non era definitivo. Se il CT avesse avuto bisogno di lui, non avrebbe mai detto di no a una convocazione con la maglia azzurra. E, appesi gli scarpini al chiodo, ha mantenuto la promessa. Dopo aver deciso di iniziare una nuova vita, quando l'Italia chiama, non si può dire di no.

Impegno

 MADRID, SPAIN - SEPTEMBER 02: Daniele De Rossi of Italy in action during the FIFA 2018 World Cup Qualifier between Spain and Italy at Estadio Santiago Bernabeu on September 2, 2017 in Madrid, Spain. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)
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Come non penso alla Nazionale quando sono a Roma, non penso alla Roma quando sono in Nazionale...

Per Daniele De Rossi indossare una maglia azzurra è una missione, non un fastidio come accade in certi casi. Il centrocampista di Ostia non è certo quarto nella classifica delle presenze in Nazionale per caso... E in ognuna delle 117 partite giocate (ma anche in quelle in cui è rimasto a guardare, come testimonia Italia-Svezia),ci ha messo tutto se stesso, senza mai fare calcoli o senza la necessità di risparmiarsi pensando ai futuri impegni con il club. E se persino il suo amore per la Roma è passato in secondo piano, significa che l'azzurro conta davvero molto per lui...

Macchia

 BERLIN - JULY 9: Daniele De Rossi of Italy scores a penalty kick past the dive of Fabien Barthez of France in a penalty shootout at the end the FIFA World Cup Germany 2006 Final match between Italy and France at the Olympic Stadium on July 9, 2006 in Berlin, Germany. (Photo by Alex Livesey/Getty Images)
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Quella è una Coppa che non sento mia fino in fondo, anche se ho tirato uno dei rigori della finale

Dire De Rossi è anche dire Germania 2006, nel bene e nel male. Quattro anni dopo la finale di Berlino, in cui il centrocampista realizza uno dei rigori nella finale contro la Francia, c'è ancora una ferita che non guarisce. L'espulsione per la gomitata a McBride resta una macchia indelebile, così grande da non permettere al classe 1983 di godersi un trionfo di cui, comunque, è uno degli artefici. Forse anche per questo il non aver giocato l'edizione del 2018 è stato un brutto colpo. Magari, De Rossi avrebbe voluto conquistare un'altra Coppa. E stavolta, senza giornate di squalifica.

Responsabilità

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"Inutile cercare alibi, io non li sottovalutavo ma prima della partita ero tranquillo, scherzavo e ridevo"

Responsabilità. Un termine che non tutti prendono sul serio. Ma Daniele De Rossi sì. E quando, dopo il Mondiale 2010, tutti fanno a gara a cercare un alibi per una debacle inattesa e umiliante (fuori al primo turno contro Slovacchia, Paraguay e Nuova Zelanda, arrivando per altro ultimi nel girone), il centrocampista dice le cose come stanno. Quell'Italia pensava di essere ancora quella di Berlino e non ci ha messo l'impegno necessario.

Nonnismo

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"Non è niente di speciale, un po' di sano nonnismo che mi faccio da solo. L'ultimo arrivato deve portare i palloni, i conetti, raccogliere le casacche. Qui nessuno mi fa pesare di essere l'ultimo arrivato"

Euro 2020, uno con la leadership come De Rossi serve come il pane nel gruppo di Mancini. Un collante fra la squadra e il tecnico. E lui... si autotassa, calcisticamente parlando. Nel docufilm sogno azzurro parla della sua esperienza. Entrato nello staff in punto di piedi, diviene immediatamente un punto di riferimento per il gruppo. Apprezzatissimo dai calciatori. E... porta anche fortuna. Al suo esordio in una grande competizione, si porta a casa la coppa. L'ultima immagine è il... surf sul tavolo inondato di birra. Per dimenticare l'amarezza dell'ultima da giocatore.