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Frasi storiche: De Rossi il tifo, i panini, la birra e le… mazzate sui denti

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Daniele De Rossi, neo allenatore della Spal.

Redazione Il Posticipo

UMILTÀ

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"Sono l'ultimo arrivato devo mettermi a disposizione"

Daniele De Rossi è alla sua prima esperienza da allenatore. Nel suo curriculum, un Europeo vinto come elemento dello staff di Mancini. Un ruolo interpretato con grandissima umiltà, nonostante con la maglia azzurra potesse vantare un titolo mondiale. E con la ha stessa umiltà ha spiegato che ha le sue idee, legate a tanti allenatori a cui si ispira, ma che le applicherà in campo in base al materiale a disposizione. 

SOCIAL

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Adesso un ragazzino che arriva in prima squadra rischia di avere più seguaci di Messi. Alcuni mi irritano proprio, quando li vedo fare i live su Instagram prima delle partite li prenderei a mazzate sui denti...

Per essere uno che parla poco, quando la fa è sempre...contundente. Esattamente come voleva essere nei confronti dei suoi compagni di squadra che prima della partita si divertivano a scattare foto e a fare video, invece di concentrarsi su quello che avrebbero dovuto fare in campo. Alla fine anche l'ex capitano giallorosso ha capitolato e ha aperto il suo account, strettamente privato, quando ancora non aveva appeso gli scarpini al chiodo. Ma a pochi minuti dal fischio d'inizio, via i cellulari...

PERSONALITÀ

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Chi sta in campo non sente i fischi. È normale che un campione affermato abbia sempre i fari puntati contro.

La carriera di un calciatore non è tutta rose e fiori. E persino per De Rossi sono arrivate le critiche, perchè a Danielino spesso non è stato perdonato nulla, nè alla Roma, nè al Boca, nè in nazionale. Tra comportamenti in campo non sempre irreprensibili (per sua stessa ammissione!) fischi e leggende metropolitane sulla sua vita privata, nel corso degli anni il classe 1983 è spesso stato al centro del dibattito da parte della tifoseria. Ma al numero sedici, in fondo, la cosa non è sembrata interessare troppo. Solo risposte, sul campo e davanti ai microfoni. E promesse mantenute. Quelle sì, un marchio di fabbrica.

CATENE

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Prima di tirare in porta immagina di dover spaccare delle catene.

Il ragazzino che ha esordito con la maglia giallorossa diciotto anni fa è cresciuto, è diventato campione del mondo e padre e alla fine ha deciso di lasciare il calcio, ma non per questo ha perso la sua caratteristica principale: la grinta. Quella che è viene celebrata dal suo celebre tatuaggio con la scivolata, o rappresentata dalla celebre vena che si gonfiava durante le partite. Un modo di intendere il calcio che non poteva non piacere ai suoi tifosi. In Italia o nel breve periodo al Boca, il numero 16 è sempre stato il primo a scendere in campo e l'ultimo ad arrendersi.

TIFOSI

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Non escludo che nei prossimi anni mi vedranno intrufolato con panino e birra in qualche settore ospiti a tifare i miei amici.

Daniele De Rossi i tifosi... li capisce benissimo, visto che è uno di loro. E lo ha confermato mantenendo fede alla promessa fatta nella conferenza stampa in cui annunciava l'addio alla Roma. Lui, che ha sempre vissuto le partite con lo spirito di un tifoso qualsiasi, aveva detto che una trasferta con il pranzo al sacco non se la sarebbe fatta mancare. In realtà ha scelto una partita casalinga, ma parecchio sentita: il derby della Capitale. E anche se ha dovuto mascherare il suo volto, non ha potuto nascondere il suo cuore. Ed è stato uno della "sua" curva.  Sempre con quella grinta che lo caratterizza e che lo ha reso celebre.