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FRASI STORICHE – Baggio fra Firenze, Torino, buddismo e Pasadena

Roby Baggio, una vita e una carriera da film: il calciatore di tutti, che ha fatto sognare e piangere una Nazione ai mondiali del 1994 e incantato tutti con il suo talento. Ecco alcune frasi che ne hanno segnato la carriera

Redazione Il Posticipo

(©Wikipedia)

tps_title]Quel maledetto rigore[/tps_title]

 PASADENA, CA - JULY 17: Brazil goalkeeper Taffarel celebrates after Roberto Baggio of Italy had missed his penalty to decide the FIFA World Cup Final 1994 between Brazil and Italy at the Rose Bowl on July 17, 1994 in Pasadena, California, United States, Brazil beat Italy 3-2 in a penalty shootout to win the World Cup. Photo by Shaun Botterill/Allsport/Getty Images)

Ancora oggi non dormo bene per quell'errore...

17 luglio 1994. Tutta l'Italia è davanti alla TV per l'ultimo atto della Finale dei Mondiali, Azzurri contro il Brasile. Un match brutto che termina ai calci di rigore. L'Italia si affida alle sue due colonne. Franco Baresi, rientrato in tempo record da un infortunio per giocare la finale, e Roby Baggio, il numero 10 che ha trascinato la squadra a Pasadena. Il capitano sbaglia, così anche Massaro. Tutto è nei piedi del Divin Codino. Se sbaglia il quinto rigore è già finita anche se il Brasile ha comunque un altro match ball. "Tiralo forte, tiralo forte. Se lo sbaglio? M'ammazzo...", racconterà di aver pensato. Rincorsa, tiro. Palla in cielo e lacrime. Anni dopo, quella traiettoria è ancora un incubo ricorrente. Una frase che, assieme a tante altre, racconta la storia di un eroe di nome Roby Baggio. Una vita e una carriera da film.