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Frasi razziste a Sterling, Neville rivela: “A Euro 2016 Raheem era a pezzi”

(Photo by Chloe Knott - Danehouse/Getty Images)

L'ala del City è stata attaccata da alcuni tifosi del Chelsea allo Stamford Bridge. Ma non è la prima volta che gli capita, almeno secondo quanto riportato dall'ex collaboratore tecnico della nazionale inglese in Francia.

Redazione Il Posticipo

In fondo tutto il mondo è paese. Anche in Premier, nel campionato dove tutto sembra andare nel verso giusto, tra fair play in campo e sold out sugli spalti, il razzismo fa spesso capolino. Questa volta al centro della bufera ci è finito Raheem Sterling, l'ala del Manchester City presa di mira dai tifosi del Chelsea per il colore della sua pelle durante la partita dello Stamford Bridge. Il calciatore ha denunciato il caso, provocando la sospensione dei quattro supporter e riaccendendo il dibattito Oltremanica: nel calcio inglese c'è il razzismo? Sembrebbe proprio di sì, anche secondo riportato da Gary Neville che oggi fa l'opinionista televisivo, ma che è stato collaboratore tecnico della nazionale dei Tre Leoni ad Euro 2016.

"PRESO DI MIRA" - Due anni fa in Francia l'attaccante crollò psicologicamente dopo essere stato attaccato. Neville ebbe un ruolo determinante nel tirarlo su in quei giorni. L'ex difensore ha parlato al Monday Night Football di Sky Sports: "Raheem accettava qualsiasi genere di critica per le sue prestazioni, non desiderava nessun trattamento speciale. Però furono così feroci con lui, che si sentì preso di mira e non sapeva più che cosa fare". In quei giorni Neville giocò un ruolo fondamentale per Sterling: "Mi occupai di proteggerlo come farebbe ogni allenatore. Gli dicemmo che era forte, che era questa la ragione per quale giocava in nazionale, che avrebbe saputo reggere quella situazione, che era successo ad altri giocatori prima di lui".

"PER KANE FU DIVERSO" - Secondo Neville le critiche allora c'erano per tutti, ma non erano mai le stesse: "Erano diverse da giocatore a giocatore. Non ricevevano tutti lo stesso genere di attacco. In quel torneo anche Harry Kane, il tipico giocatore con gli occhi azzurri da calcio inglese, ebbe un momento di difficoltà, ma non fu la stessa cosa". Insomma, per l'ala del Citizens fu riservato un trattamento particolare, prova del fatto che purtroppo... tutto il mondo è paese!