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Francia, via agli stati generali… sugli arbitraggi

LONDON, ENGLAND - FEBRUARY 25: The match referee Clement Turpin checks the VAR Screen leading to the red card of Marcos Alonso of Chelsea  during the UEFA Champions League round of 16 first leg match between Chelsea FC and FC Bayern Muenchen at Stamford Bridge on February 25, 2020 in London, United Kingdom. (Photo by Shaun Botterill/Getty Images)

In Italia ci si interroga sulle linee guida, in Francia sono già arrivati... ad ammonire gli arbitri.

Redazione Il Posticipo

Quando i punti iniziano a pesare... tutto il mondo il paese. E mentre in Italia ci si interroga sulle linee guida, in Francia sono già arrivati... ad ammonire gli arbitri. A tal punto, come riporta l'Equipe, da indire una tavola rotonda. Una sorta di Stati Generali legati a risolvere il malcontento legato alle direzioni di gara.

TENSIONI -  Dall'inizio della stagione si sono moltiplicate le tensioni e le incomprensioni tra i vari giocatori sul terreno della Ligue 1 e della Ligue 2. Non passa settimana, anche oltralpe, senza che venga segnalato un errore arbitrale, scatenante una polemica, nonostante l'utilizzo della VAR. A quanto risulta al quotidiano francese, si è quasi arrivati al punto di rottura. Il patto di reciproca fiducia stretto tra Pascal Garibian, direttore tecnico arbitrale (DTA), e la dirigenza della Lega sembra essersi infranto. A tal punto che in Lega avrebbero anche cercato di estromettere il responsabile dei direttori di gara. Insomma, una questione politica, oltre che sportiva. Per porre rimedio a questa situazione e allentare le tensioni, all'interno della Lega Calcio è stato costituito un gruppo di lavoro sull'arbitrato, guidato da Jean-Pierre Rivère, presidente del Nizza.

INCONTRO -  Secondo le informazioni del quotidiano L'Équipe, il 12 ottobre si è tenuto un primo incontro, che ha riunito rappresentanti di Lega, Federazione e arbitri, un secondo è già previsto per metà novembre. Il progetto avviato dal gruppo di lavoro prevede un chiarimento immediato su alcuni punti. In primis, sulla mancanza di dialogo e su quali siano i meccanismi di promozione e retrocessioni degli arbitri. E poi c'è ovviamente il capitolo VAR. Occorre migliorarlo, attraverso linee guida chiare e univoche. Ultimo, ma non per importanza, il costo legato alla gestione del sistema arbitrale: il costo si aggira sui 24 milioni di euro. 16 per gli arbitri, 6 per il var e 2 per la goal line technology. Sul tavolo, anche la proposta legata alla preparazione atletica. L'arbitro oggi deve correre quanto un atleta di livello medio alto. I club preferiscono siano più psicologi che atleti e siano capaci di spiegare in modo convincente le loro decisioni. In questo senso, non è esclusa anche la possibilità di ottenere chiarimenti attraverso un sistema audio.