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Francia, è caso Saint-Étienne: l’allenatore chiede ai calciatori musulmani di non rispettare il Ramadan

NEWCASTLE UPON TYNE, ENGLAND - AUGUST 03: Matty Longstaff of Newcastle United scores with his first touch of the ball during the Pre-Season Friendly match between Newcastle United and AS Saint - Etienne at St. James Park on August 03, 2019 in Newcastle upon Tyne, England. (Photo by Ian MacNicol/Getty Images)

L'allenatore ha chiesto ai giocatori di non rispettare quello che resta del mese di digiuno, poichè ritiene che potrebbe mettere a rischio la permanenza della squadra nella massima serie transalpina. Il che sta facendo parecchio rumore in Francia...

Redazione Il Posticipo

Quella che sta per terminare è una stagione complicata, vista la necessità di giocare a ritmi serratissimi. Il recupero degli Europei nell'estate 2021 e la necessità di terminare il prima possibile i campionati visto lo stop a novembre per i mondiali del Qatar hanno creato calendari che hanno messo a dura prova il fisico di chi scende in campo. E per i calciatori musulmani dal primo aprile al primo maggio quest'anno si pone anche un problema...religioso. Rispettare o no il Ramadan? Il mese di digiuno diurno rituale è molto importante e, se possibile, i giocatori osservanti cercano di sottostare alle regole. Si può mangiare solo dopo il tramonto. E le prestazioni a volte ne risentono.

NIENTE RAMADAN - Al punto che in Francia sta nascendo una polemica legata al Saint-Étienne. La squadra che è stata di Michel Platini è nei bassifondi della classifica della Ligue 1 e rischia seriamente la retrocessione. La sconfitta contro il Lorient, un nettissimo 6-2, ha lasciato i verdi in piena zona pericolo e ha fatto infuriare il tecnico Pascal Dupraz. Che, come ha spiegato L'Equipe, ha fatto un discorso ai suoi, in particolare ai tanti calciatori musulmani in rosa: l'ex allenatore del Tolosa ha chiesto ai giocatori di non rispettare quello che resta del mese di digiuno, poichè ritiene che potrebbe mettere a rischio la permanenza della squadra nella massima serie transalpina. Una richiesta che, neanche a dirlo, sta facendo parecchio rumore in Francia.

I PRECEDENTI - Anche perchè per i musulmani il Ramadan è uno dei pilastri della propria religione e quindi non qualcosa a cui si può rinunciare a cuor leggero. Nel 2019 Ziyech e Mazraoui, entrambi all'Ajax, non hanno accettato di interrompere il digiuno neanche prima della semifinale di Champions League contro il Tottenham. Per non parlare di Manè e Salah, che si sono allenati per la finalissima della stessa edizione di Champions proprio nelle ultime fasi del periodo rituale. O peggio ancora la Tunisia, che nel 2018 ha giocato due amichevoli di preparazione al mondiale in Russia durante il Ramadan, con calciatori che sono crollati in campo, e si è ritrovata all'esordio iridato ad affrontare la Spagna il 9 giugno, con il sole che ancora non era calato del tutto e quindi a stomaco vuoto. Dunque, persino in casi così estremi, al Ramadan non si rinuncia. E lo spettro della retrocessione potrebbe non bastare.