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FPF, una nuova soglia: la spesa del personale non può superare il 70% del reddito annuo

MADRID, SPAIN - JUNE 01: Aleksander Ceferin UEFA president picks up the Champions league trophy in preparation to presenting it to Liverpool during the UEFA Champions League Final between Tottenham Hotspur and Liverpool at Estadio Wanda Metropolitano on June 01, 2019 in Madrid, Spain. (Photo by Matthias Hangst/Getty Images)

La UEFA consentirebbe loro di spendere il 90% delle proprie entrate in spese per il personale . Dopo tre stagioni, quel 90% diventerà il 70%. Se fosse attuata in questa stagione una quarantina di club sarebbero in difficoltà.

Redazione Il Posticipo

La UEFA ha terminato di progettare il suo nuovo fair play finanziario, che sarà attivo dalla prossima stagione , a condizione che venga approvato dal comitato esecutivo il 7 aprile. Secondo il New York Times , l'organismo europeo di regolamentazione del calcio è sul punto di varare una formula alternativa all'attuale e controverso sistema.

SOGLIA - Finora il Fair Play Finanziario, si poteva riassumere nel bilancio tra entrate e uscite e perdite in un arco di tre anni. Dal 201o in poi ha lasciato in eredità sanzioni, punizioni, condoni e, soprattutto più polemiche che certezze, Ecco perché è stata considerata una nuova soglia: la spesa del personale non può superare il 70% del reddito annuo. Se questa riforma radicale venisse approvata, non sarebbe imposta subito. I club dovrebbero affrontare tre anni di adattamento, in cui la UEFA consentirebbe loro di spendere il 90% delle proprie entrate in spese per il personale . Dopo tre stagioni, quel 90% diventerà il 70%. Se fosse attuata in questa stagione una quarantina di club sarebbero in difficoltà.

VIOLAZIONI - Giro di vite anche sulle violazioni. Uno dei problemi principali del Fair Play finanziario in questi anni è che non ci sono state troppe certezze sulle punizioni che sarebbero state inflitte a chi non avesse rispettato le regole. Alle già note e "classiche" multe o espulsioni  a tempo dalle competizioni europee, si aggiungono altre due novità. Innanzitutto un possibile downgrade. Se una squadra Champions non rispetta il nuovo Fair Play finanziario, potrà ritirarsi dalla competizione e far parte dell'Europa League. E allo stesso modo, dalla EL si retrocede alla Conference League.

IMPATTO - Resta da capire quale possa essere l'impatto delle nuove misure sul calcio europeo.

Alla prima proposta di cambiamento avanzata dal Ceferin qualche mese fa, i club hanno rifiutato categoricamente. Nel tempo invece si sarebbe maturata una disparità di opinioni. Il New York Times riporta che i club più potenti, hanno chiesto che la soglia fosse innalzata all'85% . I tedeschi invece, pretenderebbero controlli più severi. La parte più curiosa è invece legata al "nome". Il concetto di Fair Play finanziario scomparirà per sempre. D'ora in poi, nel momento in cui sarà approvato dall'Executive Board sarà concepito come strumento di sostenibilità finanziaria .