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Florentino attaccato persino…dagli ex rivoluzionari colombiani: “I ricchi che danno le briciole ai poveri!

 (Photo by Denis Doyle/Getty Images)

La questione della Superlega ha causato un terremoto enorme nel calcio europeo, ma ha avuto una certa eco anche altrove e ha portato a prese di posizione perlomeno inattese. Come quella...degli ex rivoluzionari colombiani.

Redazione Il Posticipo

La questione della Superlega ha causato un terremoto enorme nel calcio europeo, ma ha avuto una certa eco anche altrove. In giro per il mondo, tantissimi hanno voluto dire la loro su una rivoluzione che colpirebbe le altre federazioni continentali solamente con degli effetti secondari e ancora tutti da valutare. La lunga intervista di Florentino Perez a El Chiringuito, poi, ha spostato la discussione su un piano ancora diverso. Il presidente del Real (e della Superlega) ha spiegato che solo attraverso maggiori guadagni per le big che hanno firmato l'accordo sarà possibile sostenere il resto del calcio, con un meccanismo di gocciolamento. Un qualcosa che ha creato malumori altrove e che ha portato a prese di posizione perlomeno inattese.

FARC - Come quella...degli ex rivoluzionari colombiani. Per quasi sessant'anni, il nome FARC è stato associato alla guerriglia comunista che ha sconquassato la Colombia. Rapimenti, agguati, attentati, nel corso dei decenni la lotta è stata senza quartiere. Ora però, con un processo assai simile a quello che ha portato alla diminuzione della tensione in Irlanda, le FARC hanno smesso di lottare militarmente e si sono date di nuovo un assetto politico. E quindi ecco Comunes, il partito nato dall'accordo di pace tra il gruppo e lo stato colombiano. Ma nonostante le armi siano solo un ricordo, i principi restano quelli e le dichiarazioni di Florentino Perez, evidentemente, li contraddicono. E quindi, a pochi minuti dall'apparizione in TV del presidente del Real Madrid, è arrivata una risposta via Twitter.

BRICIOLE - "Florentino Pérez dice che il calcio è una piramide in cui alle squadre ricche le cose vanno bene, tirano qualche mollica a quelle povere e tutti sono contenti. E poi descrive una 'superlega' che con il calcio non ha nulla a che fare". Una protesta in piena regola, che arriva direttamente dall'altra parte del mondo e da qualcuno che, in fondo, non dovrebbe essere minimamente toccato da quello che sta succedendo nel Vecchio Continente. A molti, però, questo commento non è piaciuto e sotto al post si è sviluppato un dibattito anche abbastanza vivace. Dimostrazione che in fondo la rivoluzione che potrebbe trasformare totalmente il calcio europeo ha molte più ramificazioni di quanto sembri...

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