Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

calcio

Flick, l’uomo…costretto a trionfare: “Al Bayern vincere Bundesliga e coppa di Germania è praticamente obbligatorio…”

Ci sono panchine al mondo che mettono addosso al tecnico un po' più pressione delle altre. Certo, i risultati sono richiesti un po' ovunque, ma in certi club diventano quasi...obbligatori. È il caso del Bayern Monaco. Per fortuna il tecnico...

Redazione Il Posticipo

Ci sono panchine al mondo che mettono addosso al tecnico un po' più pressione delle altre. Certo, i risultati sono richiesti un po' ovunque, ma in certi club diventano quasi...obbligatori. È il caso del Bayern Monaco, dove sono talmente abituati a vincere trofei, in Germania e in Europa, che una sola stagione a secco rischia di essere etichettata come "fallimentare". Questo Hansi Flick lo sa bene, ma la questione non lo spaventa. E quando si è trattato di prendere le redini della squadra dalle mani di Niko Kovac, che pur portando a casa campionato e coppa di Germania è stato considerato un flop, non si è certamente fatto pregare.

RISULTATI - A Flick è bastata una mezza stagione da vice per entrare subito in sintonia con il club. E lo ha spiegato a 51 magazine, la rivista ufficiale del Bayern. Sa benissimo quello che ci si aspetta da lui e vuole dimostrare con i risultati che la scelta di affidargli la panchina non è stata rischiosa. "Al Bayern vincere Bundesliga e coppa di Germania è praticamente obbligatorio e tutti vogliono fare il triplete. Devi costantemente puntare a migliorare e a ottenere il meglio da quello che hai a disposizione. E anche per me vale la stessa cosa. Ovvio che poi alla fine fanno fede i titoli, ma al giorno d'oggi vincere non è l'unica cosa che conta. Il Bayern vuole ispirare i suoi fan, non basta l'1-0".

ASSIEME - I risultati, al momento, arrivano. Così come la crescita dei calciatori. "Quando vedo Gnabry segnare due gol contro il Chelsea, mi batte il cuore. Il modo in cui la squadra scende in campo è quello in cui io giocavo, mettendomi al servizio della squadra. Ed è l'idea che metto nel mio lavoro da allenatore. E nel mio staff cerco sempre persone che nel loro campo siano meglio di me. Possono esserci scontri, ma è una cosa che aiuta a migliorare. E poi perchè non dovrei coinvolgere i miei assistenti, che sono anche i miei confidenti, nel processo decisionale? Voglio farmi un'idea delle cose e ogni opinione può essere utile. Ecco come lavoriamo qui. Il successo lo si raggiunge solo tutti assieme". E se non si fa almeno il double...sono guai.