Fletcher ricorda la regola…anti-Ronaldo allo United: “Cristiano ha dato di matto per due settimane, si lamentava di continuo…”

Quando è arrivato a Old Trafford, Cristiano Ronaldo era un giovanissimo talento che doveva ancora imparare moltissimo. E come ricorda Darren Fletcher, il portoghese ha dovuto faticare per diventare quel che è. Anche perchè Ferguson e il suo staff, per spronarlo a migliorare sempre più, gli rendevano…la vita difficile.

di Redazione Il Posticipo

Quando a 18 anni ti acquista il Manchester United, hai sicuramente qualcosa in più degli altri. Ma quando è arrivato a Old Trafford, Cristiano Ronaldo era un giovanissimo talento che doveva ancora imparare moltissimo. Per sua fortuna, da quelle parti ha trovato un maestro come Sir Alex Ferguson. Che, nel corso degli anni, lo ha trasformato da ragazzo con un talento incredibile nel campione che tutti ammirano da quasi quindici anni. Ma, come ricorda Darren Fletcher nel podcast Lock Down, il portoghese ha dovuto faticare per diventare quel che è. Anche perchè Ferguson e il suo staff, per spronarlo a migliorare sempre più, gli rendevano…la vita difficile.

NIENTE FALLI – “Cristiano ha avuto un ambientamento difficile nello spogliatoio. C’erano volte in cui teneva troppo il pallone e nelle sue scelte non era ancora il fenomeno che è ora. E quindi ha passato momenti complicati, gli hanno fatto comprendere realtà poco piacevoli. Come quando Walter Smith, l’assistente di Ferguson, ha deciso di non fischiare calci di punizione nelle partitelle. E io so per certo che era per Ronaldo”. In pratica, Cristiano teneva troppo il pallone. E per fargli capire che non era un’ottima idea, lo staff di Sir Alex ha implementato…delle regole particolari. “Di conseguenza ci lanciavamo uno contro l’altro e Ronaldo prendeva un sacco di calci. Non che prima ci andassimo piano, ma almeno se ti facevano fallo prendevi il calcio di punizione. E quindi Cristiano ti provocava in modo da farsi fare fallo, rideva e si riprendeva il pallone. Quindi Walter ha deciso che da quel momento in poi in allenamento i falli non sarebbero più stati fischiati. E per due settimane Ronaldo ha dato di matto: ‘chi è questo tizio scozzese? Cos’è questa storia?’. “In pratica, gli facevano fallo comunque, ma stavolta sapeva che non glielo avrebbero fischiato”.

CRESCITA – Dopo la rabbia, però, arriva la reazione in campo. E Cristiano Ronaldo, da fenomeno qual è, capisce cos’è che gli vogliono dimostrare. “E onestamente è incredibile con quanta velocità Ronaldo abbia imparato a passare il pallone appena lo riceveva e a scattare, perchè così sapeva che non gli potevano fare fallo. E a quel punto, era anche inutile tenere la regola in vigore. In quel periodo ha anche cominciato a segnare di più e a trovarsi più spesso vicino alla porta. Sembra una stupidaggine, ma credo che nella seconda metà della stagione in cui c’è stato Walter Smith sia migliorato tantissimo. Anche prima era già cresciuto molto, ma ricordo benissimo che per qualche settimana si è lamentato di continuo, salvo poi, all’improvviso, imparare a passare di prima e correre senza pallone. È come se in lui fosse scattato qualcosa che gli ha fatto capire che facendo così, con le sue capacità fisiche, sarebbe diventato ancora più pericoloso. Un colpo di genio dell’allenatore, senza ombra di dubbio”. Visti i risultati, complicato dare torto a Fletcher.

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