Final Eight, cominciano i primi malumori: i club vorrebbero tornare a casa tra una partita e l’altra…

Final Eight, cominciano i primi malumori: i club vorrebbero tornare a casa tra una partita e l’altra…

Le Final Eight di coppa creano già qualche malumore ai club che saranno coinvolti dalle fasi finali. Le squadre dovranno infatti per protocollo anti-Covid fare armi e bagagli e trasferirsi rispettivamente in Portogallo e in Germania. Dove tutti sperano di rimanere il più possibile, ma in fondo…neanche troppo.

di Redazione Il Posticipo

Una dozzina di giorni che può valere una stagione. La formula delle Final Eight, resa necessaria dalla pandemia, è stata pensata dalla UEFA per terminare le coppe senza interferire con le federazioni nazionali, che a loro volta stavano facendo i salti mortali per chiudere i campionati dopo tre mesi di stop forzato. Dunque il governo del pallone europeo ha stabilito la creazione di un torneo nel torneo, da disputarsi a partite secche e in sede unica. Le due settimane che vanno dal 10 al 23 agosto vedranno dunque sedici squadre affrontarsi per la gloria, ma soprattutto saranno testimoni di un’impresa logistica e organizzativa da non sottovalutare.

TORNARE A CASA – Le otto migliori squadre di Champions e quelle di Europa League dovranno infatti per protocollo fare armi e bagagli e trasferirsi rispettivamente in Portogallo e in Germania. Dove tutti sperano di rimanere il più possibile, ma in fondo…neanche troppo. Come rivela il Sun, la necessità di rimanere nel paese che ospita le Final Eight sta creando qualche malumore nelle grandi d’Europa. Necessità che, va ricordato, dipende dalla volontà di minimizzare le possibilità di contagio da Covid. Chiudendo le squadre in mini-ritiri e controllando la situazione sanitaria costantemente, la speranza è che i calciatori non vengano a contatto con persone infette e che entrambe le competizioni europee possano terminare senza scossoni.

BOLLA – Ma il tabloid britannico spiega che i club preferirebbero tornare a casa tra una partita e l’altra. Non tanto una questione di nostalgia, quanto di abitudine. Per le squadre è ormai normale spostarsi ogni paio di giorni e il viaggio in aereo sarebbe una problematica relativa, di fronte a indubbi vantaggi come quello di allenarsi in un ambiente conosciuto e poter vedere le proprie famiglie. Ovviamente però la permanenza in Portogallo e Germania non è negoziabile, considerando che il punto focale della creazione delle Final Eight è proprio la necessità di creare una “bolla” sullo stile NBA in cui terminare le competizioni senza rischi per la salute degli atleti e di tutti gli addetti ai lavori. Dunque, che mini-ritiro sia. E a questo punto, che duri il più possibile.

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