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Filo diretto Malmö-Milano, tra la statua di Ibra e…un ex rossonero in panchina

Tra Milano e Malmö ci sono parecchi chilometri e altrettanti punti di contatto. Quello più ovvio si chiama Zlatan Ibrahimovic, la cui statua nella città svedese è stata abbattuta dalla furia dei tifosi. Che però nel frattempo accolgono un...

Redazione Il Posticipo

Tra Milano e Malmö ci sono parecchi chilometri e altrettanti punti di contatto. Quello più ovvio si chiama Zlatan Ibrahimovic, nato nella città dello Skane e attualmente di base sotto la Madonnina. In realtà lo svedese non è per nulla profeta in patria, considerando che la sua statua è appena stata abbattuta dalla furia dei tifosi del Malmö. Il Colosso rossonero è reo di aver comprato le quote dell'Hammarby, squadra di Stoccolma da sempre rivale di quella della sua città natale. E dopo qualche tentativo andato a vuoto, alla fine dei vandali sono riusciti nell'intento e l'hanno definitivamente buttata giù tagliando all'altezza delle caviglie.

NO A IBRA - La città svedese si sveglia dunque con un simbolo in meno, tra la gioia dei tifosi di casa (che a "Giuda" sembrano non voler dare neanche un'attenuante). Qualcuno posta la foto del naso della statua, tagliato qualche tempo fa e ricostruito, con tanto di transenne messe attorno all'opera d'arte. L'assessore allo sport, Frida Trollmyr, come riporta Aftonbladet, spiega che si tratta di una reazione spropositata, nonostante Ibra abbia ferito e non poco i suoi concittadini. "Posso capire che molte persone siano deluse dal comportamento di Zlatan, ma vandalizzare la sua statua è un comportamento indegno". E ora bisognerà capire cosa fare della statua.

SÍ A TOMASSON - Nel frattempo, però, a Malmö accolgono un ex milanista. Il club svedese ha infatti annunciato sui suoi social che il nuovo allenatore è Jon Dahl Tomasson, un passato in rossonero tra il 2002 e il 2005. Alcuni dei 35 gol del danese, come quello all'Ajax, sono valsi la cavalcata del Milan in Champions League nella stagione 2002/03. E adesso il suo compito è quello di risollevare un club che negli ultimi anni non è andata benissimo e che deve anche affrontare l'addio di Markus Rosenberg, vera e propria icona del club. A lui, non a Ibra, qualcuno voleva fare una statua. E chissà, ora magari ci sarà anche lo spazio per farla.