Filipe Luis: “Capisco l’addio di Griezmann, non era più motivato”

Filipe Luis: “Capisco l’addio di Griezmann, non era più motivato”

L’ex calciatore dell’Atletico Madrid, ora in forza al Flamengo, non rimpiange la scelta ma sente la mancanza del club dove ha lasciato molti amici. Compreso il Piccolo Diavolo, di cui comprende le scelte.

di Redazione Il Posticipo

Filipe Luis a cuore aperto e a tutto campo: l’ex calciatore dell’Atletico Madrid, che adesso insegue la Libertadores con il Flamengo (atteso dalla sfida in semifinale contro il Gremio) parla del presente in Brasile e del passato in Spagna in una lunga intervista concessa a Marca in cui fornisce anche la propria interpretazione sull’addio di Griezmann.

BRASILE – Si parte dal Brasile. Una scelta di vita, ma anche legata all’ambizione di vincere un trofeo internazionale. “Il Flamengo è squadra di alto livello.Tatticamente forse non sono così ordinati come in Europa, ma sono tutti buoni giocatori. Per sentirsi un calciatore e vivere una sfida non c’è posto migliore al mondo. Alcuni non capiscono la grandezza di questo club, ma faccio un esempio: io  percorro 200 metri  per portare i miei figli a scuola. Adesso voglio vincere la Libertadores e scrivere la storia del club“.

ATLETICO- L’Atletico comunque gli manca. “A volte ho un pizzico di nostalgia dei compagni, eravamo un gruppo di amici. Sarei potuto restare, ma abbiamo pensato che fosse giunto il momento di separarsi. Ho apprezzato che mi abbiano dato la possibilità di scegliere cosa fare. Ho intenzione di tornare, non ho nemmeno affittato la mia casa a Madrid. Magari mi potrò rendere utile in altri ruoli. Comunque sono fiducioso. Quest’anno possono vincere il campionato“.

GRIEZMANN – Ultima battuta su Griezmann. Anche lui ha lasciato Madrid. “L’ho capito subito. Sono stato all’Atletico per molti anni e anche io volevo qualcosa di nuovo. La sua presenza ci ha dato molto, penso che abbia restituito tutto ciò per cui il club ha investito su di lui. Credo che stare nello stesso posto per lungo tempo generi uno stato di comfort che non ti motiva più a dare il massimo. Comunque dovremmo ricordarlo con affetto: era il migliore di tutti“.

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