FIFAGate, condannato a nove anni l’ex presidente della Conmebol

Le investigazioni iniziate dalla Giustizia americana una volta scoperti gli scandali di corruzione che hanno coinvolto la FIFA, hanno portato all’epilogo la vicenda di un altro pezzo da novanta: Juan Angel Napout, ex presidente della Conmebol. Per lui, nove anni di carcere.

di Redazione Il Posticipo

Vicende extra calcistiche, legate, purtroppo, allo sport più bello del mondo. Olè riporta che le investigazioni iniziate dalla Giustizia americana una volta scoperti gli scandali di corruzione che hanno coinvolto la FIFA, il cosiddetto FIFAGate, hanno portato all’epilogo la vicenda di un altro pezzo da novanta: Juan Angel Napout, ex presidente della Conmebol.

PRIGIONE – L’ex presidente della Confederazione Sudamerica del Calcio, da quel che riporta la testata argentina, ha ricevuto dalla Corte Federale di Brooklyn una condanna a nove anni di prigione per delitti di frode e associazione illecita, sempre nel riquadro dello scandalo di corruzione che ha coinvolto la FIFA. E non è tutto. Oltre gli anni di carcere, il Tribunale ha inflitto a Napout anche una condanna economica di 4.300.000 dollari. L’udienza per determinare la sentenza dell’ex presidente della Conmebol è durata più di cinque ore. Napout, comunque, non è il primo nome della lista ad essere caduto sotto i colpi della giustizia statunitense. Ad anticiparlo, ricorda Olè, c’è infatti stato un altro dirigente sudamericano: il brasiliano José Maria Marin ha ricevuto una condanna di quattro anni e una sanzione economica di 1,2 milioni di dollari.

BUONA CONDOTTA – Il giudice, comunque, ha determinato che i mesi che Juan Angel Napout ha ha già trascorso in detenzione conteranno nello sconto della pena. In aggiunta, riporta Olè, l’ex numero uno del calcio sudamericano potrebbe ricevere uno sconto per buona condotta, e terminato il periodo della condanna, avrà due anni di libertà condizionale  Olè riporta che Napout si starebbe infatti comportando da detenuto modello, lavorando nella cucina del carcere per diciannove dollari al mese e riscuotendo l’apprezzamento del personale del penitenziario. “È rispettoso, arriva sempre pulito e pronto per lavorare. È sempre disponibile ad aiutare e prende l’iniziativa”.

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