Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

calcio

Ferron: “Quanti scherzi su quella tripletta, io e Sinisa eravamo amici”

Ferron: “Quanti scherzi su quella tripletta, io e Sinisa eravamo amici” - immagine 1
Il portiere ricorda con affetto Sinisa e la sua tripletta.

Redazione Il Posticipo

Fabrizio Ferron ricorda benissimo Mihajlovic. Il 13 novembre del 1998, quando Sinisa era ancora un giocatore della Lazio, ha rifilato una tripletta all'ex compagno di squadra in un memorabile 5-2. Una domenica che il portiere non scorderà mai. Anche perché ha rinsaldato il rapporto fra i due, che si reggeva da tempo in una bella amicizia nata e coltivata a Genova. E ora che Mihajlovic ha lasciato questo mondo, il portiere ricorda quel Lazio - Sampdoria 5-2 con tripletta tutta su punizione del serbo con affetto. Lo stesso che nutriva per il compianto ex compagno di squadra in blucerchiato.

GIOCO

—  

Nelle sue dichiarazioni rilasciate all'ANSA, Ferron ha sottolineato come i due abbiano scherzato molto sull'accaduto. "Ci siamo presi in giro per diverso tempo dopo quella tripletta, con leggerezza, la consapevolezza che si parlava di calcio, di un gioco. Io e Sinisa ci conosciamo bene, giocavamo insieme alla Sampdoria, e in allenamento facevamo sempre a gara fra calciatore di punizioni e portiere. Lui era particolarmente abile a far girare il pallone sopra la barriera. Dopo quella famosa domenica  gli dissi che meglio di così in quella giornata non poteva andargli. Stiamo parlando di un ricordo molto piacevole non certo di un problema".

Ferron: “Quanti scherzi su quella tripletta, io e Sinisa eravamo amici” - immagine 1

SAVIGNANO SUL RUBICONE, ITALY - APRIL 29:Fabrizio Ferron poses for photo for on April 29, 2019 in Savignano sul Rubicone, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

CUORE D'ORO

—  

Anche Ferron ha poi voluto soffermarsi sulla bontà d'animo di Mihajlovic. "Nell'immaginario di tutti era un guerriero ma aveva anche altre tantissime qualità. Nel privato era una persona totalmente diversa che in pochi hanno avuto il privilegio di conoscere nel profondo. Fuori dal campo era un ragazzo sensibile, molto generoso, l'amico a cui poter confidare qualsiasi cosa. Nel mondo del calcio è difficile trovare personaggi così, ma Sinisa era uno di quelli. Un esempi, un uomo che ha affrontato la vita a viso aperto. Ha vissuto brutte esperienze, era abituato a situazioni difficili, ma ha sempre saputo reagire. Aveva fatto così anche con la malattia.  Ci siamo sentiti e visti dopo l'esonero a Bologna, è stata una serata piacevolissima. Sento il vuoto di una persona che ha condiviso parte della mia vita e non c'è più".