Fernando Torres racconta gli scontri con Simeone: “Era mio amico, il mio idolo e poi… Non so se con me avesse un problema personale”

Fernando Torres racconta gli scontri con Simeone: “Era mio amico, il mio idolo e poi… Non so se con me avesse un problema personale”

La carriera di Fernando Torres è stata così particolare che non poteva non finire sul grande schermo. Il documentario su di lui, intitolato “L’ultimo simbolo”, racconta gli alti e bassi del Niño, uno che ha realizzato parecchi sogni ma che ha anche vissuto parecchie delusioni. Come quella all’Atletico con il Cholo.

di Redazione Il Posticipo

La carriera di Fernando Torres è stata così particolare che non c’erano dubbi che prima o poi sarebbe finita sul grande schermo. Il documentario su di lui, intitolato “L’ultimo simbolo”, racconta gli alti e bassi del Niño, uno che ha realizzato parecchi sogni ma che ha anche vissuto parecchie delusioni. Il rapporto con il “suo” Atletico Madrid da questo punto di vista è il perfetto riassunto. Lo spagnolo è cresciuto nel club, diventato grandissimo e poi tornato in biancorosso a fine carriera. Con un filo conduttore: Diego Simeone, con cui i rapporti sono stati perlomeno complicati quando i due dovevano convivere come allenatore e calciatore.

SIMEONE – Torres lo racconta chiaramente nel documentario: “Non credo che mi abbia mai visto come il suo attaccante titolare. Ma per me la cosa importante era essere lì, dovevo volevo essere. Le condizioni non mi preoccupavano troppo. Quello che sentivo era una grande responsabilità nei confronti dei tifosi. Non ho mai chiesto a Simeone nessuna spiegazione perchè so come è fatto. Non so se fosse un problema personale, professionale o entrambe le cose”. Qualcuno a Madrid all’epoca parla addirittura di invidia per lo status di leggenda del centravanti. “Capisco che per un allenatore sia complicato gestire il ritorno di un calciatore come me, ma a un certo punto tutto è esploso. Potevo accettare che forse non ero in grado di giocare dall’inizio 40 partite, ma non capivo perchè a volte non finivo neanche in panchina”. E il problema nasce in conferenza stampa.

AMICO – Simeone parla del periodo di forma dei suoi attaccanti e lancia una frecciata al Niño. “Gameiro non segna e viene criticato, Torres non segna ma è l’idolo del club, senza dubbio ha parecchi tifosi ed ecco perchè la fa franca”. Un colpo pesante per Torres, al punto che il suo amico e collaboratore Antonio Sanz gli propone di lasciare di nuovo l’Atletico. “Gli ho detto ‘perchè non ce ne andiamo? Non voglio più vederti soffrire così’, ma lui ha risposto ‘non se ne parla proprio’. Nella seconda parte della stagione 2015/16 è stato un grande centravanti, ha segnato tantissimo ma la sua ricompensa è stata la panchina”. Alla fine Torres resta e vince anche un’Europa League, ma il non essersi sentito apprezzato, anzi, quasi invidiato…a casa sua lo ha segnato. “Simeone era mio amico. È stato il mio idolo, poi mio compagno di squadra e alla fine il mio allenatore. Capisco che possa essere stata una situazione complicata per lui”. E il Cholo, si sa, non guarda in faccia nessuno.

 

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