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Ferdinand, la nazionale e un volo da incubo: “Piangevamo disperati, eravamo tutti sicuri che saremmo morti”

MANCHESTER, ENGLAND - OCTOBER 9: David Beckham of England celebraytes his goal  with Michael Owen during the 2006 World Cup Qualifying match between England and Wales at Ols Trafford, on October 9, 2004 in Manchester, England.  (Photo by Laurence Griffiths/Getty Images)

A volte una trasferta è destinata a passare alla storia in negativo. Il Grande Torino, lo United di Busby, nomi che riportano ad aerei distrutti e a vite spezzate. E pensare che, spiega Ferdinand, poteva succedere anche all'Inghilterra del 2006...

Redazione Il Posticipo

Per chi gioca a calcio a livello internazionale, nulla è più abituale della visione dell'interno di un aereo. Si viaggia in continuazione, spesso da una parte all'altra del continente, per raggiungere stadi e città più o meno celebri. E figurarsi quanti voli dovranno prendere le nazionali per gli Europei, che in questa stazione sono itineranti. Ma, come insegna purtroppo la storia di questo sport, a volte una trasferta è destinata a passare alla storia in negativo. Il Grande Torino, lo United di Busby, la Chapecoense, nomi che riportano ad aerei distrutti e a vite spezzate. E pensare che, da quanto racconta Rio Ferdinand, qualcosa del genere stava per accadere alla nazionale inglese del 2006. L'ex difensore ricorda sul Sun un volo che nessuno dimenticherà facilmente...

CAOS A BORDO - I Tre Leoni stanno tornando dalla Germania, dove sono appena stati eliminati dal Portogallo. In teoria, un volo breve e rilassante. In pratica, un incubo. "Il peggior volo che si possa immaginare. Abbiamo beccato un tempo terribile e pensavamo tutti che saremmo morti. Piangevamo disperati. Io ero seduto vicino a Rooney e a Gerrard con le loro mogli e tutti quanti urlavano. Erano turbolenze mai viste. Una cosa assurda, i bagagli volavano e le persone venivano sballottate, nessuno capiva cosa stesse succedendo". Una gran bella paura se persino calciatori come Ferdinand, Beckham o Lampard, abituati a volare con una certa frequenza, si spaventano a morte.

HOSTESS - Al punto che l'ex difensore dello United racconta di aver temuto il peggio. "Sì, ho pensato che fosse la fine. Specialmente perchè ho guardato in faccia le hostess. Puoi sempre cercare di capire quanto sia grave la situazione dalle loro espressioni, quindi ho dato loro uno sguardo e le ho viste sedute al loro posto, impietrite. E stavano evidentemente pensando 'c***o, siamo fregati'. Di solito sono molto calmo in situazioni del genere, ma dopo aver visto le hostess sono andato nel panico". Ma alla fine, tutto è bene quel che finisce bene, perchè il volo, nonostante gli sballottamenti imprevisti, atterra in Inghilterra e tutti, dopo lo spavento, possono tirare un sospiro di sollievo. Soprattutto il calcio, che ha rischiato di perdere in pochi minuti un'altra generazione dorata.