La Lazio “confusa e Felipe” di Simone Inzaghi

La Lazio di Simone Inzaghi recupera un giocatore preziosissimo: Felipe Anderson permette al tecnico un ampio ventaglio di scelta…

di Redazione Il Posticipo

Simone Inzaghi può sorridere. La sua Lazio non è mai doma. E, oltre alla “garra” e al bel gioco, scopre finalmente anche nuove soluzioni tattiche. In particolare la notte di Bergamo può lasciare in eredità una Lazio forse meno impermeabile, ma senza dubbio più competitiva negli ultimi sedici metri. In tutto ciò, la chiave è Felipe Anderson. Titolare o subentrante, sempre decisivo.

Felipe Anderson da titolare

La sensazione, vedendo Milinkovic, Felipe Anderson e Luis Alberto è stata comune: ah, se ci fosse stato Immobile. Beh, il centravanti, scontato il turno di squalifica, torna abile contro il Crotone. Un match in cui con ogni probabilità, e contro un avversario non irresistibile, si potrebbe testare la forza d’urto del 3-4-1-2. Centrocampo solidissimo con Leiva, Parolo e Milinkovic a sostegno di Luis Alberto libero di inventare per Immobile e Felipe. Difficile trovare una squadra più competitiva dalla cintola in su. Senza giocare alle figurine, è sufficiente scorrere le rose delle dirette concorrenti: la Lazio, cosi concepita è in grado di restare agganciata al treno Champions. L’unico problema di questo modulo è legato alla discontinuità del brasiliano nell’arco dei 90′ di gioco. Ed allora è pronta l’alternativa.

Felipe Anderson da subentrante

Inzaghi ha costruito le fortune di Keita, inserendolo spesso a partita in corso. E potrebbe ripetere l’esperimento con Felipe Anderson. Il brasiliano, da subentrante, rappresenta un’arma temibile per gli avversari: a match inoltrato, quando i ritmi calano, Felipe è devastante. E poi ha trovato un’intesa quasi naturale con Luis Alberto e Lukaku. Un cocktail esplosivo per fisicità, tecnica e finalizzazione. Il gol del definitivo 3-3 contro l’Atalanta fotografa perfettamente cosa può diventare la Lazio. Una squadra agile nello stretto, capace di giocare in velocità e palla a terra, creando superiorità numerica grazie alle straordinarie capacità tecniche del brasiliano e la visione di gioco dello spagnolo. In una gara difficile da sbloccare o da recuperare, l’artiglieria pesante è paradossalmente ultraleggera.

Questione di scelte

Inzaghi si riserva, giustamente, il diritto di scegliere di volta in volta quale sia la soluzione migliore. In questa ottica, c’è un dato incontrovertibile. La Lazio ha una difesa che comunque tende a subire gol. O per disattenzioni o perchè c’è sempre qualche avversario che pesca il jolly. In ogni caso, la squadra viaggia su una media di una rete subita a partita. Al netto dei tre di Bergamo, difficilmente Straksosha ha collezionato “clean sheet”. Dunque, con questo Anderson, quel Felipe e Immobile, la sensazione è che l’attacco sia la miglior difesa.

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