Lo strappo di Felipe Anderson

Lo strappo di Felipe Anderson

Il giorno del rientro di Felipe Anderson si avvicina. Il brasiliano inizierà dalla panchina, ed avrà il difficile compito di convincere Inzaghi a togliere un titolare dal campo. O, ancora più rischioso, a cambiare modulo.

di Mattia Deidda

Ancora dieci giorni di attesa per tornare a considerare Felipe Anderson un giocatore disponibile. Inzaghi e i tifosi ci vanno cauti. Il brasiliano è apparso vicino al rientro molte volte, salvo poi continuare a posticipare la data. Questa volta, però, il peggio sembra veramente passato. Lo stesso giocatore, intervistato, ha ammesso di aver affrontato la situazione con estrema cautela per evitare ricadute. Una scelta saggia. La stagione è ancora lunga, ed avere un Felipe Anderson in più (e nel pieno della forma) per tutto il girone di ritorno, regala alla  Lazio un jolly inaspettato che può dare un grossa mano per la conquista della zona Champions League. Una volta ristabilito, la palla passa al brasiliano: convincere Inzaghi a trovargli un posto in campo (o cambiare modulo) sarà una missione complicata.

La palla passa a Felipe Anderson

Il brasiliano non si regala false speranze: sa bene di iniziare la (sua) stagione come panchinaro. Impossibile pensare altrimenti. Senza di lui, la Lazio ha regalato al campionato un inizio di campionato al di sopra delle aspettative. La squadra, nonostante un ultimo periodo di affanno, gira bene, con i giusti equilibri in campo, e non soffre mai l’avversario. Riassumendo: lo schieramento attuale della Lazio è una squadra che può battere chiunque, e per cambiarlo Inzaghi deve assumersi dei rischi. Il compito di Felipe Anderson è regalare al tecnico delle certezze. e instillargli dei dubbi. Recuperare la migliore forma fisica il prima possibile e avere un impatto con il campionato degno delle sue qualità. Con l’infortunio di Nani, la missione si complica ulteriormente: senza il portoghese, il 4-3-3 diventa difficile da realizzare. Il numero dieci, comunque, è ottimista: in un momento di difficoltà generale, è pronto a caricarsi la squadra sulle spalle, dimostrando sul campo di meritare un posto negli undici.

Felipe Anderson, come te non c’è nessuno

Il brasiliano ha un asso nella manica: in rosa, non c’è nessuno con le sue qualità. Il giocatore più tecnico della squadra, l’unico a poter garantire e regalare alla partita più di uno strappo. Nel pieno della forza fisica, recuperare Felipe Anderson significherebbe avere un calciatore in grado di rendere la manovra offensiva imprevedibile. Negli ultimi anni è stato costretto a giocare lontano dalla porta, perdendo la possibilità di mostrare in pieno le sue qualità. Capace di servire il passaggio vincente, metterlo vicino l’area di rigore, insieme a Luis Alberto, porterebbe la Lazio ad avere una forza offensiva senza precedenti. Il feeling con la squadra, poi, è l’aspetto da non sottovalutare.

Felipe Anderson è il tipo di calciatore che piace a tutti.  Con lui in campo, i compagni si sentono più sicuri, consapevoli di come possa arrivare il gol anche in un momento di pausa. Il brasiliano è maturato, e sa bene che prima di lui viene la squadra. Nonostante fosse infortunato in questo inizio di stagione, il numero 10 è rimasto vicino ai compagni, sempre esultando come se avesse realmente preso parte alle vittorie. Solo lui può unire la squadra ancora più di quanto il gruppo non sia già affiatato. Rendendola, quindi, anche più forte.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy