calcio

Felipe Anderson, arrivederci a gennaio?

Ancora problemi per il numero 10 biancoceleste. Stavolta la diagnosi sembra certa, ma i precedenti non fanno stare tranquilli i tifosi della Lazio.

Mattia Deidda

"Un calvario senza fine. FelipeAnderson è diventato un caso. Ad un passo dal rientro, il brasiliano è costretto a rimanere di nuovo fuori dal gruppo per (almeno) altri quindici giorni. L'obiettivo, adesso, è potenziare a livello muscolare l'adduttore della coscia sinistra. Per smaltire l'infortunio che lo ha lasciato fuori dai campi da gioco per quattro mesi, il numero 10 biancoceleste ha dovuto limitare i carichi di lavoro, e nel momento del rientro in gruppo (settimana prima del derby), ha accusato un affaticamento muscolare dovuto ad un sovraccarico. L'assenza del brasiliano pesa come non mai, specialmente adesso che si è fermato anche Nani.

Per Felipe Anderson i tifosi si aspettano il peggio

"A questo punto del campionato, ogni tifoso biancoceleste accetterebbe qualsiasi condizione pur di essere certo di rivedere in panchina il brasiliano tra due settimane. La paura, giustificata, è che l'attesa sarà più lunga. La speranza è vedere tra i convocati il nome del centrocampista per la sfida di Coppa Italia di metà dicembre, ma non sarebbe una sorpresa se la prima presenza stagionale arrivasse nel nuovo anno. Accelerare i tempi, con la pausa invernale alle porte, sarebbe un errore imperdonabile, che potrebbe pregiudicare l'intera stagione del brasiliano. Anche se una buona parte di campionato è già passata, FelipeAnderson potrebbe tornare per giocare tutto il girone di ritorno. E con la Lazio attaccata alle zone alte della classifica, l'apporto del brasiliano potrebbe fare la differenza tra Europa League e Champions League.

Le difficoltà di gennaio

"Inserire un giocatore a gennaio, però, comporta dei rischi. La Lazio non è più una sorpresa, e lotterà per i piani alti della classifica fino alla fine del campionato. Sotto questo punto di vista, sarà difficile inserire FelipeAnderson, anche in partite considerate più semplici. Nel girone di ritorno non c'è spazio per gli esperimenti, tanto meno per far acquistare minutaggio ad un calciatore. L'Europa League, poi, cambia completamente faccia. Dagli ottavi in poi (ed anche nei sedicesimi con un sorteggio sfortunato), non si trovano più squadre di basso livello, che permettono di far ruotare i propri giocatori e schierare in campo i più giovani. La difficoltà del torneo aumenta in maniera esponenziale, e per rispettare la competizione servono i titolari. Una situazione che non si preannuncia semplice. Inzaghi, comunque, pensa ad un problema per volta, ed in questo momento il primo passo è riavere il brasiliano disponibile.

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