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Federica Cappelletti: “L’amore delle persone per Paolo mi fa sentire meno sola”

JUL 1982:  PAOLO ROSSI #20 OF ITALY IS HOUNDED BY PAUL BREITNER OF WEST GERMANY DURING THE ITALIANS 3-1 VICTORY IN THE 1982 WORLD CUP FINAL. Mandatory Credit: Tony Duffy/ALLSPORT

La moglie di Rossi ricorda il suo Paolo

Redazione Il Posticipo

Paolo Rossi ha lasciato questo mondo. E un vuoto enorme a chi ama il calcio. Un nome che più comune non si può, è divenuto leggenda. E andandosene via ha portato con sé una enorme nostalgia, quella di una estate straordinaria e irripetibile. Un momento lungo tre settimane. Una magia che ha unito un paese disgregato e ferito. Sono gli anni di piombo, quelli del sangue, del terrorismo della ferocia. Del rapimento e dell'uccisione di Moro e di Carlo Alberto dalla Chiesa. L'Italia, prima di quel Mondiale, è avvitata su sé stessa ma si scioglie in un lungo e caldo abbraccio a un tricolore timidamente rispolverato dalle soffitte. Un anno di svolta, in nome di Pablito. Mancherà, tantissimo. Soprattutto a chi ha avuto la fortuna di averlo vicino. La moglie, Federica Cappelletti, intervistata da Sky, ha dipinto un ricordo che è un affresco di un uomo straordinario nella sua semplicità. Uno di famiglia.

AMORE - Un amore enorme quello degli italiani per Paolo Rossi. "Mi sono emozionata. Sono immagini forti, il cuore mi scoppiava. Questi tributi e l'affetto che ho percepito dal momento in cui è uscita la notizia è stato un qualcosa di molto emozionante. Mi ha aiutato a sentirmi meno sola. Paolo se lo meritava. Era la persona di tutti. Era sempre generoso sebbene riservato con i sentimenti che riservava a me e alle bambine. Amabile con le persone. Questo ritorno mi fa molto piacere. Paolo, come uomo, era grande nella quotidianità. Amava la famiglia e la casa, le bambine. Anche quando andava al supermercato aveva sempre una parola giusta per tutti. Tendeva sempre una mano non si è mai risparmiato. A volte mi arrabbiavo per quante energie dava a chiunque incontrasse. Un generoso. L'ultimo progetto era legata a un'associazione a sostegno dei bambini".

COMPAGNI - La moglie ha scelto di mandare il primo messaggio ai compagni del 1982. "Anche se è stato un momento dolorosissimo per me, non potevo esimermi dall'avvisare prima degli altri i suoi compagni di squadra del 1982. Non ho un gran ricordo di quel mondiale. Ero abbastanza giovane, ricordo i festeggiamenti ma l'ho vissuta in maniera marginale. Poi l'ho riscoperta con Paolo Rossi e mi sono documentata rivivendo il percorso. Ho conosciuto un Paolo che conoscevo poco. Io mi sono innamorata di Paolo uomo. Poi ho recuperato il Paolo sportivo. Ho rispettato la sua volontà perché so che Paolo era legatissimo ai suoi compagni. Paolo aveva tantissimi interessi. Amava il mondo, la musica, gli animali, il mare. Io ho preso due lauree ma a volte ero io in difficoltà con lui. Era un curioso, aveva un'intelligenza particolare. Voleva sapere tutto a 360 gradi e non voleva restare mai indietro su niente. Aveva fatto televisione, aveva voglia di tornare. Si è sempre accontentato delle sue cose. Ricordo proposte anche molto interessanti, rifiutate perché gli bastava quello che aveva. La casa, la famiglia, le bambine. Il calcio per lui è sempre stato un divertimento, anche da commentare. Sono orgogliosa di lui come moglie e tifosa".

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