Don’t cry for me, Portogallo: la lacrima facile di Fabio Coentrao

Normale arrabbiarsi e persino piangere dopo una brutta prestazione e un risultato non buono. Ma Fabio Coentrao è scoppiato in lacrime per una sostituzione nella partita di Europa League contro l’Astana…mentre lo Sporting vinceva.

di Redazione Il Posticipo

Vivo ogni partita come se fosse l’ultima della mia vita. Non mi piace perdere, figurarsi quando non si deve. Voglio essere un campione per il mio Sporting Lisbona. Mi sento frustrato e reagisco da persona autentica e genuina come sono. Uno sfogo comprensibile quello di Fabio Coentrao, dopo la sostituzione e le lacrime contro il Setubal nello scorso gennaio. Del resto in quel caso la squadra di Lisbona era appena stata raggiunta dai padroni di casa e ci poteva stare una reazione esagerata nella consapevolezza di non aver reso come si desiderava. Il problema è che è successo di nuovo. E stavolta, nel match di Europa League contro l’Astana, lo Sporting stava vincendo.

Coentrao, un pianto inarrestabile

Anzi, aveva appena segnato la rete dell’1-3, cortesia dell’ex romanista Doumbia, quando, con mezz’ora presumibilmente ininfluente ancora da giocare, Jorge Jesus ha deciso di sostituire il terzino sinistro in prestito dal Real Madrid. Apriti cielo. Stavolta Coentrao non se l’è presa fisicamente con la panchina come aveva fatto un mese fa, ma quando si è seduto assieme ai compagni non è riuscito a trattenersi. Lacrime, copiose e inarrestabili. Ci ha provato persino Bruno Carvalho, il presidente dello Sporting, a consolare il suo calciatore, ma con scarsi risultati. E le immagini del portoghese, disperato su una panchina nel bel mezzo del Kazakistan, hanno fatto il giro del mondo.

Grandi mezzi tecnici, ma una testa un po’ così

E a questo punto, forse, si fa anche luce su uno dei misteri del calcio lusitano dell’ultimo decennio. Perchè Fabio Coentrao, arrivato a Madrid nel 2011 per trenta milioni di euro e osannato come uno dei migliori terzini del mondo, ha fallito così clamorosamente ad altissimi livelli? Beh, a giudicare dalle reazioni scomposte, più che di tecnica quello del portoghese sembra decisamente un problema a livello psicologico. Forse il biondo laterale non regge la pressione, il che a Madrid, con Marcelo a fargli concorrenza, poteva sicuramente essere un fattore discriminante per la sua presenza nell’undici titolare. Anche qualche problemino fisico, certo, che spesso gli ha impedito di esprimersi ai suoi livelli.

Una promettente carriera sprecata

Ma qualsiasi sia il motivo, alla soglia dei trent’anni si può cominciare a parlare di carriera sprecata. Lo certificano i due prestiti nelle ultime due annate e neanche il suo potentissimo procuratore Jorge Mendes è riuscito a far sì che il Monaco, società molto amica dell’agente, riscattasse il terzino dal Real Madrid. Che a inizio stagione ha deciso di rimandare Coentrao in Portogallo, nella speranza che l’aria di casa facesse bene al giocatore, il cui contratto con la Casa Blanca scade nel 2019. Buone prestazioni a Lisbona avrebbero potuto valorizzare il suo cartellino, per cercare di cederlo a fine anno. Niente di tutto ciò. E oltre al terzino, a questo punto, va a finire che piangeranno anche le casse del Real quando, con tutta probabilità, Coentrao lascerà Madrid in scadenza.

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