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La vida loca di Arnautovic in Cina: “Mangiavo male, bevevo bibite gassate e non dormivo…”

La vida loca di Arnautovic in Cina: “Mangiavo male, bevevo bibite gassate e non dormivo…” - immagine 1

Il calciatore austriaco, che per poco non ci elimina dagli Europei, arriva al Bologna dal paese del Dragone. E per abituarsi a un nuovo calcio e a una nuova vita, gli ci è voluto un bel po'....

Redazione Il Posticipo

Quando un calciatore si trasferisce in Cina, il pensiero comune è sempre lo stesso: "lo ha fatto per i soldi". Beh, errore. E se a spiegarlo è uno come Marko Arnautovic, che in carriera si è fatto la nomea di bad boy, forse qualcosa di vero c'è.

MANGIARE E BERE - Il calciatore austriaco, che per poco non elimina la nazionale di Mancini agli Europei, ed è protagonista di una ottima stagione al Bologna, è tornato in Italia proprio dal paese del Dragone. Precisamente da Shanghai. A proposito di Cina, dove ha reso largamente al di sotto delle aspettative specialmente nei primi mesi, l'attaccante rossoblu, ha parlato qualche tempo fa al canale Youtube di MrBeanyman. E ha confermato he il suo approccio alla Chinese Super League è stato troppo soft. Il che lo ha portato ad avere più di qualche problema.  "Non esiste al mondo un torneo in cui si può essere all'altezza senza fare vita da atleta. Ho sottovalutato il campionato cinese. Non mi allenavo, non mi prendevo cura del mio corpo, mangiavo troppo e bevevo bevande gassate. Sprite, Coca Cola, Fanta. Tutti questi zuccheri non fanno bene. E in più mangiavo alle ore sbagliate e dormivo anche poco perché quando sono arrivato in Cina mi ci sono volute tre settimane per adattarmi al nuovo fuso orario".

La vida loca di Arnautovic in Cina: “Mangiavo male, bevevo bibite gassate e non dormivo…” - immagine 1

FARE BENE - Insomma, non proprio il programma giornaliero di un professionista. Il che ha avuto conseguenze anche in campo. "Andavo a dormire alle sei o alle sette di mattina, mi svegliavo alle tre o alle quattro di pomeriggio, mi allenavo, facevo di nuovo nottata e quindi mangiavo di nuovo alle ore sbagliate". Un circolo vizioso, che poi l'austriaco ha deciso di spezzare, "Dopo qualche settimana mi sono messo in testa che il club mi aveva voluto e pagato per giocare bene, per cercare di vincere il campionato. E ho cambiato mentalità, perché dovevo essere in grado di dare il meglio sia in campo sia a livello personale. E mi sono dato una regolata".